Passa con soli 11 voti e un lungo strascico di polemiche il Bilancio preventivo di 33 milioni di euro. I voti contrari sono stati 6 mentre la consigliere di maggioranza Marianna Zara, si è astenuta con dure critiche al contenuto del documento programmatico. Non ha deluso, dunque, le aspettative dei tanti cittadini che si sono recati in massa ad assistere al consiglio comunale sul Bilancio. Ma così come annunciato, i temi della politica hanno praticamente rubato la scena al pure importante provvedimento economico che l’assise ha votato. Dopo la fuoriuscita di De Luca dalla maggioranza, ieri è stata la volta di Antonio Castaldo, che siede fin da subito tra i banchi dell’opposizione: «Sono stanco di essere mortificato. È da tre anni che cerco di capire cosa vuole fare quest’amministrazione. È ancora tutto fermo nel più totale immobilismo, non si può continuare così. Lascio questa maggioranza nell’interesse dei cittadini che mi hanno votato: sono loro che a gran voce me lo chiedono» ha dichiarato Castaldo. Continua a perdere pezzi, dunque, l’amministrazione Onofaro. Il sindaco ha cercato di contenere i danni e placare gli umori avversi dei cittadini che hanno pazientemente assistito all’assise, facendo un excursus sui vari cambiamenti di schieramenti politici del “camaleontico” Castaldo, quasi ad esorcizzare l’abbandono del consigliere di AdC come una “liberazione” (farà lo stesso poco dopo anche con De Luca), ma i segnali di una crisi ci sono tutti. Anche il giudizio negativo della consigliera del Pdl Marianna Zara (che si è astenuta) è sintomo di un malessere. Il Bilancio è apparso come un “contenitore vuoto” «tecnicamente valido» come lo hanno definito i consiglieri Apostoli e Licciardiello (Gruppo misto), ma «Scarno nei contenuti» come ha più volte ribadito Zara. Nessun giudizio positivo negli interventi dei vari gruppi politici. Scontato il voto negativo dell’opposizione che con le new entry di De Luca e Castaldo passa da cinque a sette componenti. Dichiarazioni di voto favorevole dalla maggioranza che lascia però intendere di essere più speranzosa che fiduciosa.
Un fiume di interventi impossibile da sintetizzare in un articolo di giornale. De Luca accende i toni quando nel suo lungo intervento accusa l’amministrazione di aver sostituito il dirigente all’ufficio tributi (Gianluigi Di Ronza al posto di Salvatore Panico) «in modo illecito poiché in palese violazione del Decreto Legge N.78/2010 in materia di assunzioni» e attacca ad occhi chiusi: «Panico è stato sostituito perché non ha voluto avallare provvedimenti poco chiari». Pronta la risposta di Onofaro: «Ti denuncio». Ma l’arringa di De Luca non si è fermata: «Si è preferito raccomandare dipendenti comunali» e di nuovo bagarre. Dure critiche anche al Bilancio di previsione: «Solo un’accozzaglia di numeri… null’altro» e ancora: «Attenti cari cittadini – ha poi gridato all’attenzione degli spettatori – questi vogliono vendere il cimitero». Onofaro ha promesso querele e rivendicato onestà personale e di tutta l’amministrazione. In coro dalla maggioranza hanno chiesto a De Luca di denunciare gli illeciti di sua conoscenza «altrimenti – hanno poi chiosato – è solo populismo becero». «Siamo già in campagna elettorale» è l’interpretazione che dalla maggioranza si dà all’atteggiamento di De Luca e Castaldo diventati ormai i “veri paladini dell’opposizione”.
Le polemiche hanno veramente rischiato di far passare il Bilancio in secondo piano. Tagli alle spese e aumenti. Una raffica di numeri e cifre lette dal neo assessore al bilancio Santolo Licciardiello nella sua relazione. Lo stato taglia altri 500mila euro di trasferimenti e il Comune praticamente al secco da tre anni non sa più da dove prendere il soldi. Fa discutere però la mancanza di idee, come ad esempio il piano per le affissioni, la pubblicità e le antenne per la telefonia mobile. Di certo non sarebbero stati determinanti per le sorti economiche dell’Ente ma avrebbero di certo dato segnali positivi: dopo tre anni di amministrazione si continua a fare affidamento solo ed esclusivamente sui tributi elementari: Tia, Ici e altre tasse comunali obbligatorie. L’Ente è poi praticamente incapace di riscuotere i tributi. A proposito di Tia: il Comune prevede di incassare oltre 3 milioni, ma in pratica non incassa neanche la metà e solo negli ultimi tre anni avrebbe accumulato già 4,5 milioni di euro circa di debiti. Tornano sul piatto anche i nodi storici: la Multiservizi e l’Acqua: «Ci sarà un consiglio comunale appositamente convocato» affermano dalla maggioranza: quando? Non si sa.
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