E’ stata la sua ultima relazione da difensore civico di Qualiano. Il suo mandato si è concluso lo scorso 30 giugno dopo oltre due anni e mezzo di attività. Pirozzi fu nominata difensore civico nel corso del consiglio comunale del 18 dicembre del 2008 e giurò al Comune, presso lo studio del sindaco di Qualiano Salvatore Onofaro, il 14 gennaio del 2009. L’esperienza si conclude dopo l’approvazione della manovra finanziaria del Governo, nel 2010, che prevedeva la soppressione della figura del difensore civico Comunale, sostituita da quella del difensore civico Provinciale. Si discute l’opportunità di reintrodurre la figura del difensore civico Comunale, in virtù dell’importanza di questa figura all’interno delle amministrazioni, in particolare dei comuni dove il rapporto con il cittadino è molto più stretto rispetto a quello di Provincia e Regione e agli organi istituzionali sovra territoriali in genere.
Questa è la seconda e ultima relazione che mi onoro di presentare a questo Consiglio Comunale perché, per Statuto e per contratto, il 30 giugno di quest’anno si è concluso il mio mandato. Sono soddisfatta di avere avuto l’onore e l’onere di essere stata Difensore civico del mio Comune, ma non avrei voluto essere anche l’ultimo, come, purtroppo, disposto dal legislatore nazionale. Le recenti modifiche apportate con la Legge Finanziaria 2010 hanno, infatti, improvvisamente cancellato dal sistema delle Autonomie locali la figura del Difensore civico comunale. La difesa civica comunale, soppressa, insieme con altre funzioni locali come quella del Direttore Generale, delle Circoscrizioni comunali, perché ritenuta un “costo della politica”, nonché, utilizzando la locuzione usata dal ministro Calderoli, “enti dannosi”, ed in quanto tale è finita nella scure dei tagli agli Enti Locali, contenuti come già accennavo, nella Legge Finanziaria 2010.
Non vi è dubbio che questa istituzione grava, se pur in misura contenuta, sui bilanci comunali: ma il ruolo di mediazione, di raccordo con la P.A. che il Difensore civico comunale ha svolto e svolge per la cittadinanza rappresenta anche un risparmio, in termini di conflitti evitati o ridotti, di efficienza e trasparenza. E’ una decisione improvvisa che lascia davvero sgomenti. Con un tratto di penna si cancella una figura che dal lontano 1990, con la legge 142, era entrata nel sistema delle Autonomie locali. La legge di conversione del decreto stabilisce che “le funzioni del difensore civico comunale possono essere attribuite, mediante apposita convenzione, al difensore civico della provincia. Quindi, con la scadenza del mandato di chi è attualmente in carica, la mediazione tra cittadini e pubblica amministrazione comunale sarà affidata al difensore civico provinciale-territoriale, ma soltanto al verificarsi di due condizioni:
- a) che il difensore civico provinciale deve essere previsto e nominato;
- b) che i singoli Comuni stipulino apposita convenzione con la Provincia di riferimento.
Uno scenario piuttosto inquietante, dal quale la difesa civica esce ridimensionata e – soprattutto – sottovalutata. Dispiace constatare che questa scelta del legislatore renderà certamente più difficoltoso l’esercizio del diritto dei cittadini ad avere un rapido ed imparziale intervento di tutela dei loro interessi, con un consequenziale maggior danno per i meno abbienti. Saranno, infatti, soprattutto le “fasce deboli” a subire maggiormente gli effetti di questa decisione sbagliata. Saranno penalizzate tutte quelle persone che hanno più difficoltà a muoversi nella macchina amministrativa o perché magari non hanno i mezzi economici per permettersi una assistenza legale o per accedere agli strumenti di tutela.
Allo stesso tempo, con la soppressione della difesa civica, sarà la stessa Amministrazione a perdere un sostegno ed un contributo importante nei suoi rapporti con la cittadinanza. Come sempre, lo scopo che si persegue con la relazione è quello di documentare nella maniera più esaustiva possibile il lavoro svolto dall’Ufficio del Difensore civico in modo da permettere al Consiglio, alla cittadinanza e a tutti gli interessati di venire a conoscenza dei dati e delle valutazioni emerse nel corso di quest’anno di lavoro. Come a conclusione di qualsiasi attività, così pure a conclusione del mio mandato, vanno fatte alcune considerazioni che, necessariamente, sono in parte positive ed in parte negative. In primo luogo, si può evidenziare che spesso, ci si imbatte in un generico senso di rammarico in considerazione del fatto che, mentre si inizia con molto entusiasmo e buoni propositi, poi, alla fine, ci si accorge che si rimane insoddisfatti, perché, in definitiva, si teme sempre che, lungo tutto il percorso del mandato, una qualche cosa poteva andare meglio e che, forse, ognuno di noi poteva dare di più per il bene del proprio Paese.
Insomma si ha sempre il timore di non essere riusciti a rispondere alle esigenze e alle aspettative sia della pubblica amministrazione che dei cittadini. Ma, a prescindere dalla più o meno positività del bilancio finale, posso dire che da parte mia ho cercato di fare del mio meglio e posso assicurare che il tutto è sempre avvenuto in buona fede e nella convinzione di agire nell’esclusivo interesse dei cittadini. Con il conferimento della nomina, e fin da subito, mi sono resa conto che il mandato che mi veniva affidato rappresentava un compito molto importante e delicato di cui ne sono andata sempre fiera ed orgogliosa e alla fine posso affermare che, per me, è stata una meravigliosa e affascinante esperienza, di cui ne sono grata e riconoscente. Ho sempre agito coerentemente al mandato ricevuto, ispirandomi da a principi di dialogo, comunicazione e mediazione. Sin dal primo giorno del mio insediamento ho sperato nel confronto costruttivo, ma, nonostante gli sforzi profusi, questo mio desiderio non si è sempre realizzato e, sicuramente, non per mia volontà. Anzi, al contrario, in qualche momento ho avvertito la spiacevole sensazione di essere vista come una “figura ingombrante e competitiva”, dimenticando che la mia attività è stata ed è incentrata ad esclusivo interesse dei cittadini che hanno richiesto il mio intervento, e che il ruolo affidatomi non è né di maggioranza, né di minoranza politica.
Principio imprescindibile del mio mandato è stato quello di ritenere il cittadino centro dell’azione politica- amministrativa e che bisogna sempre ascoltarlo e tener conto dei suoi diritti (e che in ogni caso non devono mai essere scambiati come favori). Posso altresì affermare che in ogni intervento e per qualsiasi problema, anche quelli considerati di poco conto, è stato sempre assicurato, da parte della sottoscritta, rapido interessamento con la dovuta discrezione, diligenza, obbiettività, imparzialità e riservatezza. Per tutte le istanze ho agito sempre con scrupolo e attenzione, provvedendo con sollecitudine alle relative istruttorie. Se ci sono state richieste dei cittadini rimaste prive di riscontro e di risoluzione concreta, questa è stata conseguenza delle mancate risposte da parte degli Uffici comunali interpellati, preposti e competenti nelle specifiche materie di intervento.
Concludo, augurandomi che, a conclusione del mio mandato, sia stata degna della fiducia accordatami, di essere stato sufficiente l’impegno profuso e di non aver deluso chi ha creduto in me.
Avv. Vittoria Pirozzi


