Bilancio 2011, scatta il conto alla rovescia. Dopo le voci su un’imminente dichiarazione di default, i rilevi mossi dal collegio dei revisori dei conti e le preoccupazioni manifestate da numerosi amministratori e consiglieri, cresce l’attesa per la seduta consiliare incentrata sull’approvazione del documento contabile di previsione. Di previsione, sì, anche se mancano poco più di 4 mesi alla chiusura dell’esercizio 2011. Le incognite non mancano e, proprio per fugare ogni dubbio, “l’amministrazione – si legge in una nota inviata a tutti i consiglieri – venuta a conoscenza di debiti rinvenienti da precedenti amministrazioni, sta valutando l’ipotesi di ripianarli nel corrente bilancio attraverso una serie di emendamenti. Diversamente, saranno valutate soluzioni alternative da concordare preventivamente con l’attuale maggioranza”. Un piano di cui al momento non si conoscono i dettagli ma che, secondo i rumours, dovrebbe essere imperniato sull’alienazione di una consistente parte del patrimonio immobiliare comunale. Intanto dallo schema di bilancio approvato in giunta lo scorso 7 luglio emerge che, a fronte della riduzione dei trasferimenti statali (1milioni e 500mila euro), della mancata riscossione degli oneri di urbanizzazione (circa 1milione di euro) e di altre singole voci per un valore di svariate centinaia di migliaia di euro, l’amministrazione cittadina punta all’ampliamento della platea contributiva (si prevedono maggiori entrate da Tarsu e Ici) e ad incamerare danaro fresco derivante dalle sanzioni del codice della strada e dai fitti attivi. Previsioni di maggiori entrate sui cui si è espresso, e non certo in termini positivi, il collegio dei revisori dei conti, critico anche per il massiccio ricorso all’avanzo di amministrazione. In attesa di capire le mosse dei consiglieri di maggioranza più recalcitranti, quelli maggiormente preoccupati per la situazione economico-finanziaria dell’Ente e che da tempo sollecitano risposte ai responsabili dei vari settori, dall’opposizione puntano l’indice contro la mancata escussione della fidejussione bancaria di Enerambiente, l’azienda che fino a pochi mesi fa gestiva il servizio di raccolta rifiuti, il cui contratto è stato revocato in seguito all’interidittiva antimafia comminata dalla prefettura di Venezia. “Con il recupero di quella somma, almeno 1milione e 500mila euro – attacca il consigliere Mauro Bertini – e se non fossero andati colpevolmente prescritti, in toto o parzialmente i ruoli dei canoni idrici del biennio 2001-2002, anch’essi per un valore di svariate centinaia di migliaia di euro, l’amministrazione potrebbe presentare un bilancio meno lacunoso. Della mancata escussione della fidejussione bancaria e della prescrizione dei ruoli, imputabile al cattivo operato di Publiservizi, ho chiesto lumi all’attuale amministrazione”. I ruoli in oggetto si riferiscono non solo al biennio 2000-2001 ma anche al biennio 2002-2003 ma, stando a quanto dichiarato dal responsabile del settore tributi, Paolo D’Auria, l’ammontare del mancato incasso “non supera i 90mila euro”. La medesima cifra, insomma, chiesta sotto forma di penale al concessionario dei tributi comunali, ma poi ridotta a 60mila euro. “Siamo consapevoli di aver ereditato una situazione tutt’altro che florida – spiega il vicesindaco Gaetano Bonelli – Ci stiamo adoperando per avere il quadro completo della situazione: non ci sottrarremo alle nostre responsabilità e non faremo sconti ai vecchi amministratori, ma faremo l’impossibile per scongiurare il dissesto finanziario”.
Bilancio 2011, conto alla rovescia con tante incognite
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