Appalti, tangenti e presunti collegamenti con la camorra. Si è parlato soprattutto di questi tre aspetti durante l’ultimo Consiglio comunale, tra i cui punti all’ordine del giorno figurava la mozione di censura (bocciata grazie al voto compatto della maggioranza) contro il presidente dell’assise cittadina Salvatore Perrotta e l’esposizione delle linee programmatiche dell’Amministrazione (ritirate dal sindaco Cavallo). Una seduta del civico consesso a dir poco infuocata, con scambi di accuse pesantissime tra consiglieri, che potrebbero avere strascichi di carattere penale. Alla base delle querelle, sfociata in un feroce botta e risposta tra l’ex sindaco Mauro Bertini e il consigliere di maggioranza Eduardo Simioli, la composizione della commissione consiliare ai Lavori pubblici e all’Urbanistica. “C’è un’evidente continuità con i metodi del passato – ha tuonato Bertini – E’ indecente che nella commissione ai lavori pubblici vi siano ben tre costruttori, due dei quali hanno lavorato o ottenuto appalti dal Comune, mentre un altro si è sempre contraddistinto, nella realizzazione delle loro opere private, per non aver rispettato le volumetrie previste dalla concessioni edilizie”. Dopo l’affondo sulla composizione della commissione, al cui interno figurano al momento quattro (Cerullo pare intenzionato a rassegnare le proprie dimissioni) e non tre operatori del settore edile, nel mirino dell’ex primo cittadino è finito il consigliere Eduardo Simioli (“Per una nuova Marano”), in passato tra i banchi dell’Udc. “Uno di questi costruttori è il consigliere Simioli, che utilizzando un prestanome è riuscito ad ottenere l’appalto per i lavori di ristrutturazione al tribunale di via Nuvoletta. Ha manipolato la gara per potersela accaparrare, per quel che concerne il ribasso d’asta, a condizioni estremamente vantaggiose”. La replica di Simioli, intervenuto nella diatriba relativa all’ampliamento cimiteriale (si passa da 3mila a 6mila e 800 loculi), non si è fatta attendere. “E’ fin troppo evidente – ha spiegato l’esponente a sostegno della giunta Cavallo – che da molti anni a questa parte c’è un fil rouge tra le ditte di Casal di Principe e il Comune di Marano. Fa riflettere che a un personaggio come Bertini, sindaco della lotta alla camorra e che per oltre tredici anni ha guidato una città dal forte tessuto criminale, non sia stata bucata nemmeno una ruota. Contrariamente ad altri – ha aggiunto – sono sereno: posso dire di non aver intascato alcuna tangente”.
Appalti, tangenti e collusioni con la camorra
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