E’ stato aperto ufficialmente al pubblico, dal segretario del Pd Giovanni Russo, venerdì 7, la tre giorni di festeggiamenti per la legalità. Il taglio inaugurale del nastro tricolore è stato accompagnato dalle note dell’inno di Mameli. Questa prima giornata ha visto la presenza di Raffaele Cantone, il magistrato impegnato per anni in prima linea contro il più pericoloso tra i clan della Camorra, quello dei Casalesi. Il suo intervento ha offerto una panoramica sugli intrecci tra criminalità organizzata nel territorio e infiltrazioni camorristiche all’interno di molti comuni della campania. La camorra, infatti, ha l’esigenza di utilizzare il rapporto con gli enti locali e, grazie a questo presupposto, riesce non solo a pianificare i propri affari, ma soprattutto ad avere il consenso della gente, controllando il territorio. La gestione della criminalità è tale da guidare “i meccanismi che regolano la nostra vita quotidiana” ha affermato il magistrato e, “contro di essi- ha continuato- non è sufficiente l’indagine dell’autorità giudiziaria. La bonifica dell’ente deve seguire lo scioglimento dei consigli comunali e non ci deve essere un rimpasto. E’ facile vedere gli stessi personaggi nuovamente protagonisti della scena politica: dei Tarzan che saltano da un partito ad un altro”. Questi trapezisti della politica non sono certo al sevizio della collettività e rappresentano la causa della disaffezione e dello scetticismo, nei riguardi dell’amministrazione, da parte dei cittadini. L’attenzione,poi, si è spostata su una delle piaghe del territorio, l’abusivismo. Il comune di Giugliano, ha dovuto affrontare a riguardo, lo scandalo che ha visto implicati i suoi vigili urbani, imprenditori e criminalità. “Un sistema di controllo alternativo dell’abusivismo non attraverso le sanzioni pecuniarie, ma le tangenti date ai vigili- ha sostenuto il giudice- e mi chiedo quanti tra vigili e funzionari sono stati allontanati dall’amministrazione o reintegrati.” Ogni cittadino vuole, a fine di un’azione giudiziaria, vedere che, il contesto sociale in cui si trova, cambi. In realtà è da segnalare che il controllo capillare del territorio non è possibile per la penuria di uomini e mezzi e la magistratura si trova con sempre meno risorse. L’aumentata richiesta e l’esponenziale crescita della popolazione non hanno visto un incremento di fondi da utilizzare per la sicurezza. L’impresa criminale gestisce ogni tipo di attività ed impone i suoi prodotti. Possiede delle vere e proprie filiere alimentari. “Il pane e altre derrate vengono imposte ogni giorno”. Ad affermarlo l’avvocato Eliana Iorio dell’associazione”Contro le mafie”. E per ogni duro colpo dello Stato la “piovra” rigenera altrettanti tentacoli. Un territorio che si trova a piangere i suoi caduti innocenti, che ha visto trasformare le strade cittadine in scene da far-west, che paga le scelte scellerate di una classe politica e continua a dormire narcotizzato come afferma il motto di Borsellino “…chi ha smesso di avere paura muore una sola volta”. Poche le personalità locali presenti in sala l’on. Raffaele Topo consigliere regionale, il sindaco di Mugnano Giovanni Porcelli , il primo cittadino di Melito Venanzio Carpentiere e qualche consigliere del comune di Giugliano. Non molti i cittadini che si sono sentiti in dovere di dire “io ci sono”. Un invito a partecipare che non tutti, sembra, abbiano ricevuto. La pioggia torrenziale li ha tenuto lontano, ma non ha spaventato un ragazzino sudato ed intimidito che, durante lo svolgimento dei lavori, con una pistola tra le mani rivolta verso il basso, ha percorso da un lato ad un altro l’intera tenda allestita per la manifestazione. La sua è stata una timida bravata o un messaggio per noi tutti?
Festa del PD: Cantone contro i Tarzan della politica
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