Soldi e omicidi. Questo l’obiettivo della Procura di Napoli. Questo è ciò che la Dda sta puntando a conoscere. E allora il primo risultato è subito arrivato. Subito dopo i primi verbali il boss pentito, Carlo Lo Russo, ha riferito dove trovare il suo tesoro. I primi 50mila euro. Erano a casa dell’amante che ha scelto la protezione con il suo uomo. È stato lui ad indicare ai pm dell’Antimafia dove si trovassero quei soldi. Ma non sono i soli ad aver conservato. C’è almeno un altro mezzo milioni di euro che è stipato in altri appartamenti. Sia sua, sia di insospettabili. Soldi che avrebbe dato in consegna ad altre persone che avrebbero versato poi ogni mese circa 2mila euro alla moglie e alle due figlie.
I tempi sono ovviamente strettima le forze dell’ordine stanno cercando alacremente il tesoro che potrebbe dare la prima conferma della genuinità delle sue dichiarazioni. Sono infatti queste le prime azioni che i magistrati si aspettano da una collaborazione. I soldi e poi il racconto di omicidi. Nel primo verbale datato sei luglio, che il “Roma” nell’edizione di ieri ha pubblicato e che ripropone in parte anche oggi, ha riferito che può raccontare di decine di omicidi. Fatti di sangue che potrebbero fare la differenza nel giro di pochi anni dato che poi potrebbero partire ordinanze di custodia cautelare. Questo perché, a parte Carlo Lo Russo, ci sono Mario e Salvatore, entrambi appartenenti alla stessa famiglia malavitosa, che quindi potrebbero tirare le somme e schiacciare i vecchi boss della camorra che tra non molto potrebbero lasciare il carcere.
Ci sono oltre due pagine di omissis, verbali cancellati, proprio quando lo stesso boss racconta degli omicidi che ha commesso negli anni sia personalmente, sia per ordine delcapoclan Giuseppe, adesso detenuto. Il boss infatti, secondo quanto raccontato da Carlo LoRusso, comunicava via carcere con lettere cifrate. Adesso le forze dell’ordine cercano in ogni modo riscontri alle dichiarazioni lunghissime che in questi giorni sta rilasciando.Una vera e propria enciclopedia del male, qualla della quale è a conoscenza il boss, che ha per questo deciso di pentirsi. Dice per cambiare vita e darsi una possibilità di riscatto e rinascita. Contro di lui non solo le accuse di altri boss della malavita, tra i quali i suoi fratelli già pentiti, ma anche e soprattutto le intercettazioni telefoniche e ambientali. Una microspia che ha raccolto tutte le chiacchiere del boss con i suoifamiliari nel suo appartamentoa Miano.
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