Fu un fulmine a ciel sereno l’arresto di Salvatore Borrata, noto imprenditore di
Casal di Principe, con forti interessi nel settore immobiliare.
La Direzione distrettuale Antimafia ritiene che Borrata faccia parte della potente
associazione camorristica casalese con lo specifico ruolo di intestatario fittizio per
conto del clan di beni immobiliari.
Durante la fase delle indagini l’ipotesi accusatoria aveva retto atteso che erano
stati rigettati tutti i ricorsi proposti dalla difesa, sia innanzi al Tribunale del riesame
di Napoli, sia innanzi alla Suprema Corte.
In particolare dati indizianti provenivano da alcune intercettazioni ambientali
avvenute tra l’imprenditore ed un ritenuto esponente della criminalità; i riscontri
venivano individuati nella effettiva titolarità di numerosi beni immobili in capo
all’imprenditore, immobili non proporzionati al reddito secondo l’accusa.
Durante il processo di merito, che si sta svolgendo innanzi al Tribunale di
Napoli Nord, presieduto dalla dottoressa Miele, l’imprenditore, decide di revocare l’avvocato Carlo Taormina ed al suo posto nomina l’avvocato Dario
Vannetiello del Foro di Napoli.
Proprio grazie ad una articolata istanza dell’avvocato Vannetiello, Borrata
ottiene una inaspettata scarcerazione, con sottoposizione agli arresti domiciliari nella
sua villa di Casal di Principe .

