Dopo un anno, cinque mesi e ventiquattro giorni trascorsi in carcere, Gianni Alemanno è pronto a tornare in libertà. L’ex sindaco di Roma e leader del movimento Indipendenza lascerà infatti il carcere di Rebibbia nella mattinata del 24 giugno, come annunciato dallo stesso Alemanno attraverso un lungo messaggio pubblicato sui social.
“E così ci siamo, mercoledì 24 giugno alle ore 10 uscirò, ponendo fine ad un’esperienza di carcere durata 1 anno, 5 mesi e 24 giorni”, ha scritto l’ex primo cittadino della Capitale, indicando anche il luogo dal quale farà ritorno in libertà.
Nel suo intervento, Alemanno ha ribadito la propria estraneità alle accuse che hanno portato alla condanna. “Sono innocente”, afferma senza mezzi termini, sostenendo che il reato contestato, il traffico di influenze legato all’abuso d’ufficio, sarebbe stato successivamente abolito. L’ex sindaco contesta inoltre le circostanze che hanno determinato la revoca dell’affidamento in prova, parlando di una vicenda che, a suo dire, non avrebbe mai dovuto condurlo dietro le sbarre.
Alemanno ha poi approfittato dell’occasione per denunciare le condizioni del sistema carcerario italiano, raccontando quanto osservato durante il periodo di detenzione. Un universo che, secondo il suo racconto, avrebbe trovato più degradato rispetto a quello conosciuto in passato, quando da giovane trascorse un periodo in carcere per un episodio legato alla militanza politica.
Nel dettaglio, l’ex sindaco descrive celle sovraffollate, con sei detenuti costretti a vivere in spazi progettati per quattro persone, oltre a condizioni igienico-sanitarie difficili e a una carenza di opportunità formative e lavorative. Critiche vengono rivolte anche alla macchina burocratica dell’amministrazione penitenziaria e ai Tribunali di sorveglianza, ritenuti insufficientemente dotati di personale per gestire l’elevato numero di pratiche.
Parole dure che accompagnano la fine di una lunga esperienza detentiva e che riaccendono il dibattito sulle condizioni delle carceri italiane. Con il ritorno in libertà, Alemanno si prepara ora ad aprire una nuova fase della propria vicenda personale e politica.


