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Storia d’amore lesbo tra l’insegnante e l’alunna, arriva la decisione del giudice per la prof casertana

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E’ stata condannata a due anni di reclusione, con pena sospesa, l’insegnante della provincia di Caserta finita sotto inchiesta nel Grossetano poichè accusata di aver avuto una relazione con una ragazza di 15 anni, studentessa di un istituto superiore della provincia. Il gup del Tribunale di Livorno, dott. Campagnucci, ha accolto la tesi dell’avvocato difensore Dario Carmine Procentese riducendo al minimo la pena prevista dall’articolo 609 del Codice Penale che norma gli atti sessuali con una persona minorenne.

Nel corso del processo, svoltosi con rito Abbreviato, l’insegnante quarantenne, sposata e con figli, aveva ammesso parzialmente gli addebiti a suo carico, dichiarando al giudice di aver intrattenuto una relazione con una sua alunna. Durante l’interrogatorio, parlando davanti ai magistrati di quella storia. “Una mattina venne in laboratorio e mi disse che era triste perchè si era lasciata con la sua ex ragazza. Lì scoprì la sua omossessualità. In quell’occasione le diedi un bacio sulla fronte e sulle labbra, non so bene perchè non per sensualizzarla ma come se fosse una sorella. Nei giorni seguenti i contatti divennero sempre più frequenti fino a diventare ossessivi. A me piaceva trascorrere tempo con lei…poi un giorno, in treno, ci fu un bacio passionale che sancì l’inizio della nostra storia”.
L’insegnante ha parlato nel corso dell’interrogatorio anche di dettagli molto intimi, troncati quando la donna si è accorta che quella relazione stava diventando molto pericolosa. “Le dissi questa mia volontà sia verbalmente che tramite sms, ma lei mi chiedeva di non abbandonarla e minacciato anche il suicidio. Una volta mi inviò delle foto anche con un fazzoletto di sangue, altra volta dei tagli al polso. Questa cosa mi suggestionò, tant’è che chiesi aiuti al padre della ragazza chiedendogli di toglierle il telefonino. Poi venni a sapere che giravano voci a scuola sulla nostra relazione, infatti fui chiamata dalla preside e da lì si è saputo”.

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