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mercoledì, Maggio 18, 2022
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LA CASA DEI MODERATI


Mancano pochi giorni (di passione?) al ballottaggio tra Galdiero e Cacciapuoti, ma alla luce del responso delle urne dello scorso finesettimana (o weekend per gli esterofili) si possono tirare alcune conclusioni. La prima è quella che a Qualiano il partito dei moderati (o conservatori) assomma oltre il 70% dei consensi. Una somma che è la risultante dei voti espressi da quei partiti o liste civiche chi si ispirano ai valori della ex Democrazia Cristiana (Fi, Margherita, Udc, Forza e Libertà, Rinascita Democratica, Unione Civica, Udeur). Quindi se il bipolarismo in Italia divenisse effettivo, anche nel numero di formazioni politiche, la nostra cittadina sarebbe una roccaforte dell’ipotetico partito moderato.



Discostandoci però da quello che potrebbe essere il futuro partitico del Belpaese e tornando alla nostra realtà, un’altra considerazione è d’obbligo: a decidere la partita sono stati i fuoriusciti da Forza Italia, in primis la fronda interna di Rinascita Democratica, che da più di un anno preparava la discesa in campo contro la direzione locale di Fi, a cui si è poi aggiunto Ludovico De Luca che, vistosi imporre la candidatura di Cacciapuoti a sindaco, ha deciso bene di abbandonare la barca per congiungersi a Galdiero. Qui un’ ulteriore postilla, perchè l’ex presidente del consiglio comunale ha lasciato il centrodestra dove non è stato scelto quale candidato a sindaco, per poi accasarsi presso un’altra coalizione in cui oltre alla nomina di vice-sindaco non potrà andare. Chi ha invece ricoperto questa poltrona nell’ultima giunta, e cioè Salvatore Onofaro, è l’unico che può dirsi soddisfatto per le sue 575 preferenze (il più votato tra i candidati al Consiglio comunale) ed “estraneo” alla debacle del centrodestra. Un dato, questo, che non fa altro che rimarcare come la scelta di Mario Cacciapuoti, alla luce dello scenario politico locale, sia stata alquanto forzata. Perchè il centrodestra non ha puntato su una faccia nuova, piuttosto che affidarsi “all’usato (poco) garantito”?



Sul fronte galdierano invece ci sarebbero parecchie riflessioni da fare. In primis: il fatto che la maggioranza dei consiglieri eletti sia la naturale continuazione del Consiglio comunale passato, quindi in quanto a cambiamento, sul versante dei rappresentanti del popolo, se ne è visto ben poco. Un altro punto nodale è il fatto che il dottore si troverà a fare i conti (in caso di elezione) con 5 consiglieri (cinque) appartenenti (almeno sulla tessera di partito) a Forza Italia, un po’ come sedersi su una sedia con due piedi scricchiolanti. Riuscirà a tenere sotto la sua ala questa importante porzione dell’assise comunale? Probabilmente si. Da vecchio volpone della politica, Pasquale Galdiero è riuscito infatti a strappare l’appoggio al centrosinistra (si vocifera con la promessa di due assessori per la compagine manciniana) nel prossimo governo comunale, così da poter contare su di una maggioranza consistente (ben 16 consiglieri su 20) in grado di tenere a freno anche le eventuali insubordinazioni dei suo alleati politici più schirati verso destra. Un vero e proprio risiko quello che si profila nei banchi del consiglio, con la possibilità di alleanze che potrebbero addirittura minare la leadership del dottore e metterlo addirittura in minoranza. Scenari da fantapolitica, ma così come si è creata la coalizione di centro, altrettanto facilmente potrebbe profilarsi un repentino ritorno di fiamma tra i transfughi e la casa (delle libertà) comune.

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