HomePoliticaMARANO. «BILANCIO DELUDENTE», INTERVISTA A NICOLA CAMPANILE (CI)

MARANO. «BILANCIO DELUDENTE», INTERVISTA A NICOLA CAMPANILE (CI)

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Nicola Campanile è consigliere dei Comunisti Italiani. E’ stato candidato a sindaco di Marano nella lista voluta dall’ex sindaco Mauro Bertini. “Ulivista convinto” si ritrova però a fare opposizione ad un’amministrazione di centro sinistra, composta proprio dai partiti dell’Ulivo e guidata dal diessino Salvatore Perrotta, ma non si lascia tentare dal nuovo Partito Democratico per un avvicinamento alla maggioranza.

Il primo anno di consiliatura Perrotta è quasi alle spalle. Come valuta l’operato del sindaco e quello dell’intera giunta?
E’ difficile giudicare l’efficacia dell’azione amministrativa di un sindaco e di una giunta dopo il primo anno di governo. Con una battuta potrei dire : “molto fumo poco arrosto”. Ho visto il primo cittadino molto attento alla cura della sua immagine e la messa in scena di una discreta strategia di comunicazione istituzionale. Per quanto riguarda i rapporti di forza all’interno del Palazzo devo riconoscere al Sindaco di essere stato molto abile. Nella tornata elettorale del 2006 ne era uscito indebolito, avendo preso meno voti dei partiti che lo sostenevano. Tuttavia, è riuscito a piazzare nelle stanze del Comune tutto il suo “clan”: dal fido Claudio Eusebio, già segretario dei Ds e ora dirigente del Comune come capostaff del Sindaco, per arrivare ai dipendenti comunali suoi parenti e amici. Ha messo al sicuro la “cassa” affidando l’assessorato al Bilancio e la presidenza della Commissione Bilancio a due suoi fedelissimi “compagni” di partito e di lavoro. Ha ridotto la Giunta ad un ruolo marginale e, con la complicità del Presidente del Consiglio, ha messo il bavaglio alle Commissioni consiliari e al Consiglio comunale, riducendo il ruolo dei consiglieri di maggioranza e di opposizione a quello di semplici comparse.

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Passiamo all’approvazione del Bilancio. Riferendosi all’eventuale sforamento del Patto di stabilità, lei ha detto testualmente: “Questo modo di gestire le finanze rievoca i metodi adoperati in passato dall’ex ministro Tremonti”. Poi ha aggiunto: “Il centrosinistra non può permettersi di partire con uno sforamento del Patto di stabilità”. Eppure la partenza ad “handicap” non riguarda solo l’amministrazione Perrotta, lo fa la stragrande maggioranza dei comuni italiani.
Riguardo al mancato rispetto del patto di stabilità in via previsionale devo dire che quello che lei afferma non mi risulta. E anche se così fosse, comunque, non possiamo consolarci con il proverbio “mal comune, mezzo gaudio”. Se è vero che la finanziaria non ha previsto sanzioni per questa violazione della legge, non è da escludere che la Corte dei Conti e il Governo non prendano provvedimenti contro i comuni inadempienti. Sono sicuro che questo Bilancio 2007 sarà oggetto di innumerevoli variazioni e assestamenti in corso d’opera proprio perché viziato in origine.

Nello specifico quali sono i punti dolenti di questo Bilancio?

Questo bilancio istituisce l’addizionale Irpef nella misura del 5 per mille, andando ad aggravare la già difficile vita delle famiglie maranesi. Il gettito previsto da questa nuova tassa “Perrotta”, circa 1,5 milioni di euro, poteva essere recuperato facendo una seria politica di lotta all’evasione dei tributi comunali, in particolare l’ICI. Ma la delusione più grande per la città, per le associazioni, per i sindacati credo che sia stata quella di non vedersi minimamente coinvolta in un processo di condivisione nelle scelte del bilancio 2007. Alle minoranze consiliari, inoltre, è stato impedito dolosamente di approfondire l’esame della manovra sia in Commissione Bilancio, dove è stato evitato il confronto con gli assessori competenti, che in seduta consiliare. Alle legittime richieste di chiarimenti dei consiglieri di opposizione, la reazione del Sindaco è stata isterica e il presidente del Consiglio comunale, violentando il regolamento del Consiglio comunale, ci ha tolto la parola e poco è mancato che minacciasse di “trasformare quest’aula sorda e grigia in un bivacco di manipoli” di infausta memoria fascista.

Con l’imminente nascita del Partito Democratico, cosa cambierà a livello comunale? È ipotizzabile un suo avvicinamento alla maggioranza che sostiene Perrotta?

Sono molto deluso per come si sta procedendo a questa “fusione fredda” tra Ds e Margherita. Non è questo il Partito Democratico del “popolo delle primarie”. Anche a livello locale le cose non stanno andando meglio. Con amarezza devo dire che non vedo nel breve e medio periodo spiragli per un avvicinamento.

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