Alberto Amitrano, consigliere comunale del Prc. Nel 1993-94 è stato consigliere del Pds. È fondatore della lista civica “Progetto Democratico per Marano”. Eletto nel Pdm nel ’96 e nel 2001. Assessore dal 2001 al 2006. Nel 2006 eletto nelle liste di Rifondazione.
Questi primi dodici mesi di consiliatura Perrotta sono stati contrassegnati da piccole e grandi crisi interne. Arcobaleno, Udeur, Rifondazione e Margherita spesso contro il sindaco. Come valuta questa continua conflittualità?
Mi sembra ingiusto inserire Rifondazione tra i partiti conflittuali. Molte di queste conflittualità sono nate e morte all’interno della Giunta e all’esterno c’è stata solo un’eco lontana. Le cause che le hanno generate non sono mai state chiarite fino in fondo né è stato chiaro su come si sono concluse. I partiti e i gruppi consiliari sono stati completamente tenuti fuori da queste discussioni. E’ esattamente il contrario di quello che ci si aspettava dal “nuovo corso Perrotta”. Dopo la “dittatura di Bertini” ci auguravamo maggiore democrazia e coinvolgimento dei partiti. Sotto questo aspetto il risultato del primo anno del sindaco Perrotta è stato piuttosto deludente. Dall’esterno si è avuta la sensazione che alcuni partiti avanzassero richieste di maggiore potere e maggiore visibilità. Ma tutte le discussioni e gli accordi sono rimasti all’interno della Giunta. Il gruppo consiliare di Rifondazione, invece, non ha accettato la proposta di condono dei tributi non pagati e ha criticato con forza un’ipotesi di addizionale sui redditi da lavoro così pesante. Abbiamo preteso di ridurla al 5 per mille (dall’otto iniziale) inserendo una soglia di 10.000 euro.
Nonostante la pacatezza dei toni utilizzati, dai suoi interventi è emersa una chiara insofferenza verso talune scelte compiute dall’amministrazione. Si tratta di un’impressione errata?
No, ha colto perfettamente nel segno. Nonostante io faccia politica da molti anni, sono consigliere ininterrottamente dal 1993 e ho fatto l’assessore negli ultimi cinque anni dell’era Bertini (sicuramente i meno positivi), ancora mi indigno davanti a certe inefficienze della macchina comunale e ingiustizie che i cittadini di Marano devono sopportare. Vuole un esempio? Pochi giorni fa ho accompagnato due disabili presso gli uffici della Teleservizi per effettuare un cambio di residenza sul contratto di fornitura dell’acqua. Ebbene, nonostante le mie proteste e nonostante mostrassi il regolamento comunale che prevede che non ci sono oneri per il cambio di residenza, i due cittadini sono stati costretti a stipulare un nuovo contratto e, addirittura, a pagare una nuova cauzione. Con la promessa che la vecchia cauzione sarà in seguito rimborsata. E’ questo non è un caso isolato. La Teleservizi richiede un nuovo contratto anche ai cittadini che, accorgendosi di aver stipulato un contratto con un consumo troppo basso, vogliono cambiare fascia. Nuovo contratto e nuova cauzione, a tutto vantaggio della Teleservizi. E’ la dimostrazione che non sempre le esternalizzazioni sono vantaggiose per i cittadini. Ma su questo farò un’interrogazione consiliare.
Quali sono i punti positivi e quali le note dolenti di questo primo anno di governo Perrotta?
Perrotta ha ereditato molte opere in corso e molti progetti di opere avviate e finanziate. Ma insieme ai molti tagli di nastro, ha ereditato anche una situazione finanziaria molto pesante. Il bilancio approvato quest’anno, se non vengono rispettate le entrate previste, sarà solo un insieme di belle intenzioni. Tutto si basa sull’incasso delle somme relative al condono edilizio. Ma l’avvio di questa attività non mi sembra esaltante, forse anche la scelta di affidare il progetto di recupero delle somme del condono ai tecnici interni non è stata felice. Già nel passato fu sperimentata, ma gli esiti furono negativi. Se l’esperienza si ripete ancora una volta, andiamo o verso il mancato rispetto del patto di stabilità o al blocco di tutte le spese.
E la violazione del patto di stabilità significa automaticamente maggiori tasse per i cittadini di Marano. Tra le azioni positive metterei la gestione dei rifiuti urbani. Siamo l’unica città del circondario a non avere l’immondizia nelle strade. Questo è stato possibile perché abbiamo avviato per tempo un centro di stoccaggio per la gestione delle emergenze. In tanto degrado della provincia di Napoli siamo l’unica città ad avere un sito di stoccaggio autorizzato e perfettamente funzionante. E insieme al sito di stoccaggio sono partiti altri progetti per il trattamento dei rifiuti organici e dello sfruttamento dei biogas. Insomma siamo al passo con i tempi. La raccolta differenziata è invece partita male e in ritardo. L’impegno è quello di avviare un nuovo progetto radicalmente diverso e molto più “vicino” ai cittadini.
Da molti anni lei porta avanti un’accanita battaglia sul recupero dei crediti e sull’evasione dei tributi comunali. Che speranze ci sono di pagare meno tasse?
Ho sempre fatto mio il motto “pagare meno – pagare tutti”. Le mie discussioni e litigi con Bertini sono famosi. Fino a quando l’acqua a Marano la pagheranno solo 15 mila utenti quando le famiglie anagrafate sono 18.500 e le attività commerciali sono 2.000, io non smetterò mai di dare battaglia. Un altro dato ancora: L’Arin e all’Eniacqua fatturano al Comune di Marano di Napoli circa otto milioni di metri cubi d’acqua. Il Comune fa pagare ai 15.000 utenti circa 3,5 milioni di metri cubi d’acqua. E gli altri 4,5 milioni di metri cubi che fine fanno? Una parte si perde nelle fogne (circa 2 milioni di mc) gli altri vengono rubati. Da chi? Ci sono molti sospetti, ma nessuno si impegna a scovarli. Quando si potrà avere un po’di giustizia? Sul recupero dei crediti, inoltre, grida vendetta il mancato recupero dell’evasione ICI.
Ci sono oltre 7 milioni di euro da introitare. Solo il primo della lista deve pagare circa un milione e mezzo di euro (avete letto bene: 1,5 milioni di euro). I primi cinquecento della lista, che contiene circa 4 mila debitori, devono dare al Comune circa 6 milioni di euro. Credo che sia una questione morale, lavorare per il recupero di questi soldi. Senza se e senza ma.
Quale eredità politico – culturale ha lasciato alla città l’ex primo cittadino Mauro Bertini? Ha ancora un senso parlare di “rinascimento maranese” o ci si sta avviando verso una malinconica restaurazione?
Nei 13 anni di gestione Bertini la città è decisamente cresciuta e migliorata. Negli ultimi due, tre anni questa crescita si è affievolita. L’augurio è che con Perrotta possa riprendere e rinvigorirsi. Le premesse ci sono, le potenzialità un po’ meno. Ma è solo il primo di cinque anni. Mi auguro che i prossimi siano migliori. Da parte mia e da parte di Rifondazione c’è tutta la collaborazione e l’aiuto possibile. Anche mettendo in conto qualche rischio personale.

