HomePoliticaQUALIANO: LA GUERRA INFINITA NEL CENTRO SINISTRA

QUALIANO: LA GUERRA INFINITA NEL CENTRO SINISTRA

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Il PDQ non è un acronimo di qualche nuova e bizzarra tendenza “extreme” americana, né tanto meno una abbreviazione che identifica una nuova specie di pesci scoperta nei fondali di qualche sperduto mare tropicale. Esso è semplicemente una “variatio” tutta qualianese del nuovo progetto della cosa che dovrà evolvere a sinistra dello schieramento politico nazionale e locale. Se a Roma (e nel resto della penisola) si ostinano a chiamarlo Partito Democratico, nella nostra città il nobile disegno politico ha già subito la sua prima mutazione genetica: Il PDQ, ovvero il Partito Democratico Qualianese, è il sogno politico globale di un centro sinistra ridotto ai minimi termini, ed è anche “l’argomento politico” per eccellenza. Si parla, si sussurra, si fanno i nomi, si iniziano a tessere future alleanze, si organizzano convegni e tavole rotonde, insomma nel favoloso regno dei panzatuosti si sta facendo la solita manfrina di sempre. Nomi, congetture e teoremi stanno prendendo sempre più corpo e fisionomia e gli interrogativi che si pongono “i politici” in questi giorni sono molteplici. Alcuni semplici, altri invece molto più complessi e di grande valenza politica. La prima domanda che sorge spontanea nell’uomo della strada è, come dicevamo, molto semplice e di facile impatto : chi saranno i padri nobili del PDQ? Chi risiederà stabilmente nel Panteon del nuovo partito ? Stefano Morgera, che appena qualche settima fa ha richiamato le truppe sparse o Luigi Mancino ? O addirittura il nuovo alfiere del centro sinistra qualianese e cioè Vincenzino Nostro D’Alterio, nuovo assessore all’Ecologia e traghettatore della anima perdute del centro sinistra nei meandri del potere? O addirittura qualche “oscuro” leader ancora in sonno che attende solo che il resto della nobile e valorosa gauche qualianese venga rasa definitivamente al suolo dal sindaco Pasquale Galdiero ? O sarà proprio il doctor il nuovo “lìder maximo” del PDQ ? Ancora qualche mese e le legittime curiosità dell’uomo della strada, ma anche quelle di casalinghe distratte, addetti ai lavori e tanti peones che aspettano solo un nuovo santo a cui votarsi, saranno (speriamo) finalmente soddisfatte.

La guerra dei manifesti. Per ora si fa solo un gran parlare e comunque fra le Margherite appassite e le Querce bruciate, c’è ancora in atto una strisciante guerra di poltrone, recriminazione e veti incrociati che dura ormai da quasi un anno, ragion per cui, nel centro sinistra locale, oltre a non pensare più alle grandiose strategie elettorali future, non si riesce nemmeno più a pensare ad un manifesto serio, decente ma soprattutto comunicativo (Ah ah ah), come eravamo del resto abituati a vedere negli ultimi tempi. A dire la verità ci eravamo quasi affezionati ai lunghi ed illeggibili murales partoriti dai raffinati sciamani di DL & DS. Fino a qualche mese fa siamo stati letteralmente inondati dai fiumi di inchiostro che grondavano dai fatiscenti muri, mentre adesso, e cioè dopo che Vincenzino D’Alterio ha impartito ai petali ammosciati l’ordine di stare tutti zitti e non scrivere troppe puttanate, come d’incanto non si è visto più un solo manifesto riconducibile alle sette forze del cartello Mancino. Ad un tratto i muri della nostra città hanno presentato enormi vuoti dove addirittura si è potuto rivedere l’intonaco delle pareti. Anzi, addirittura i panzatuosti hanno avuto modo di vedere (non sappiamo quanti poi lo hanno davvero letto poiché sembrava una miniatura cistercense del XXII secolo d.c.) il primo esempio di manifesto “ad personam”, anzi “contro personam” partoriti da altrettanti strateghi di marketing politico. Di cosa stiamo parlando ? Parliamo dei tazebao affissi dalla Rosa nel Pugno, il cui famoso duo più rappresentativo sta attuando un vero e proprio accanimento mediatico contro l’altro doctor della politica qualianese, e cioè quell’ Andrea Granata “colpevole” di essersi smarcato troppo presto dalla Rosa con le troppe spine. Un inciso. Quelli della componente radical chic della Rosa nel Pugno saranno anche manifesti che spargono sale sulle ferite della diaspora socialista e bla bla bla, ma alla raffinata sensibilità extrasensoriale del cittadino panzatuosto, risultano spocchiosi, incolori e privi di pathos. Un bollettino dei naviganti insomma.



Verso Il Partito Democratico? I manifesti della strana ed affiatata coppia Pirozzi & Mauriello hanno però un compito preciso e cioè quello di riportare Andrea Granata nell’orbita della Margherita, orbita dalla quale trasmigrò appena qualche anno fa, giusto in tempo per le elezioni amministrative. La costituzione del Partito Democratico alletta non poco il presidente del consiglio comunale e c’è da scommettere che l’ex socialista farà di tutto per risultare anch’egli tra i fondatori e i padri nobili della nuova cosa di centro sinistra. Al momento, complice anche la profonda crisi di leadership di uomini ed idee in cui versa l’intero centro sinistra qualianese, non c’è proprio nessuno che possa impedirgli di realizzare l’ambizioso progetto. Con i DS a riposo forzato e privi di rappresentanti forti ed autorevoli, la partita del PD (Q) sarà giocata dai soliti noti e cioè Stefano Morgera, Andrea Granata, Luigi Mancino e forse il sindaco Galdiero (se lo vorrà). Andranno di nuovo d’accordo i nostri eroi, ma soprattutto, faranno il famoso passo indietro per farne poi 3 avanti? O al posto del PDQ nascerà il PDV e cioè il Partito Dei Veleni? Chi vivrà vedrà e per ora ci godiamo (speriamo) i manifesti delle diverse fazioni che saranno un divertente siparietto propedeutico che allieterà la calda estate dei panzatuosti.

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