Mario Cacciapuoti, da 60 anni on the road fra politica, famiglia e costruzioni. Per molti della mia generazione è stato quasi un mito, per tanti un miraggio irraggiungibile. La sua carriera politica parte da lontano. Negli anni 80 fu l’unico personaggio politico capace di contrapporsi allo straripante potere della famiglia Morgera, la quale già da diversi anni, dominava incontrastata la scena politica qualianese. Sembra ieri, ma erano i mitici anni 80, quando la Democrazia Cristiana si spaccò in due correnti: quella di Mario Cacciapuoti appunto e quella dell’avvocato Stefano Morgera. La lotta epica e fratricida portò la balena bianca al suo massimo storico in termini di consensi elettorali e per la prima volta, manuale Cencelli alla mano, il potere temporale dell’ex podestà di professione avvocato, fu bruscamente interrotto. “Un pò per ciascuno e non fa male a nessuno” questo in sintesi fu l’accordo “storico” fra i due esponenti e capicorrente della DC qualianese che, da veri sovrani illuminati, si divisero equamente la dominazione sul favoloso regno dei panzatuosti. Poi, ad un tratto, spuntò anche Michele Schiano. Ma questa è un’altra storia e ve la racconteremo la prossima volta. Mario Scialone l’abbiamo incontrato nel suo “buen ritiro” ubicato tra la centralissima piazza Rosselli e la colorata e multietnica Piazza Kennedy. In questo luogo, appena un anno fa, costituì il comitato elettorale del centro destra che aveva l’ambizioso compito di incoronarlo di nuovo re di Qualiano. Da qui transitò anche Lorenzo Cesa, segretario UDC e gran cerimoniere di Pierferdinando Casini. Ma a nulla servì: sappiamo tutti come è andata finire
Allora Cacciapuoti, ha ancora qualche rimpianto per quella campagna elettorale contro suo cognato?
Rimpianti no. Forse bisognava puntare su qualche volto nuovo da inserire nelle liste del centro destra. Noi, dell’Udc cercammo di farlo. La richiesta di cambiamento che veniva da grandi settori della popolazione era complessa. Forse ripresentare “in blocco” gli stessi nomi di chi aveva amministrato il paese negli ultimi dieci anni è stato un messaggio fuorviante per l’elettorato. C’era bisogno di qualche innesto diverso.
Lei, qualche mese fa, in consiglio comunale ha fatto una dichiarazione che ha spiazzato i suoi colleghi del centro destra. In pratica ha rivendicato una sua autonomia dal resto della CDL. Perché?
Io personalmente non ho rivendicato niente. E’ l’Udc che cerca di differenziarsi dal resto del centro destra. Succede a livello nazionale e quindi, di riflesso, succede anche nei piccoli comuni dove il nostro partito è ben rappresentato. Non dimentichiamo che noi siamo il partito del dialogo e della moderazione e mai cercheremo lo scontro frontale con i nostri avversari politici. Vede, discutere è importante per superare le reciproche incomprensioni. I personalismi, quando siamo in consiglio comunale, lasciamoli fuori dalla porta. Non servono a niente. Il confronto deve essere un momento costruttivo per tutti, cittadini ed istituzioni
Da più parti le rivolgono una accusa precisa e cioè quella di essere la carta segreta di Galdiero. In pratica l’UDC andrebbe diritto in maggioranza se ci fosse qualche altra defezione.
Guardi, io l’ho già ribadito in consiglio comunale. La gente ha votato a stragrande maggioranza Galdiero e adesso il sindaco deve dare prova di saper governare anche se ci dovessero essere numeri risicati. Noi saremo controllori inflessibili ed intransigenti della macchina amministrativa e delle scelte politiche della maggioranza. Aggiungo solo che noi dell’Udc, ma qua credo di interpretare anche il pensiero del resto della Cdl, possiamo dare tranquillamente il nostro contributo in termini di idee e di progetti. Tutto questo sempre ribadendo fermamente che L’Udc non entrerà in maggioranza.
Come sono, oggi, i suoi rapporti con Michele Schiano ?
Sono rapporti cordiali di cortesia istituzionale e collaborazione politica fra due esponenti di forze politiche appartenenti alla stessa coalizione. Lui ha le sue idee ed io le mie. Anche in questo rivendico una orgogliosa ed autonoma appartenenza all’Udc. Posso però dire che lavoriamo entrambi allo stesso progetto e cioè riportate il centro destra di nuovo al governo della città. Questo è il compito che ora ci attende.
Chi sarà il futuro candidato sindaco del centro destra ?
E’ ancora prematuro parlare di leader e candidati sindaci.
Mario Cacciapuoti sarà ancora candidato ?
Per quanto riguarda il sottoscritto posso dire che la mia posizione personale sarà sottoposta e discussa, come sempre, dal direttivo e dai simpatizzanti del mio partito. Io da solo non decido niente, tranne che di me stesso.
Onofaro scalpita.
Non conosco la situazione in Alleanza Nazionale, ma ci tengo a ribadire che esiste una coalizione composta da partiti politici. Ognuno poi è libero si sentirsi leader a casa sua, ma la coalizione è una cosa ben diversa dal partito. Se vogliamo costruire come centro destra, qualche cosa di positivo e porci in alternativa alla attuale maggioranza, nessuno può incoronarsi da solo e non penso che Onofaro o chiunque altro del centro destra lo abbia già fatto.
Come giudica questo primo anno di amministrazione Galdiero ?
Indubbiamente questo primo anno è stato difficile per il nuovo sindaco. Tra la quadratura del Bilancio ed l’eterna emergenza ambientale, sono state spese molte energie. Del resto anche dal punto di vista più strettamente “politico” è stato un anno duro e questa nuova amministrazione presenta all’elettorato con un magro bottino. L’Udeur che sbatte la porta e la telenovela con la Margherita hanno messo in rilievo i pesanti contrasti che caratterizzano questa maggioranza, maggioranza di cui non si capisce ancora la esatta collocazione politica. Evidentemente 6 liste erano e sono troppe per una sola coalizione. La incompatibilità tra le diverse liste civiche genera, secondo me, solo frizioni, incomprensioni e ritardi nelle scelte politiche ed amministrative. Del resto la omogeneità politica è un valore importante all’interno delle coalizioni che si presentano al giudizio dei cittadini, ed essa non si acquista né con la vittoria alle elezioni né tantomeno cambiando le alleanze ogni 6 mesi.
Vede qualche collocazione politica particolare di questa maggioranza ?
Una precisa no, ancora non la riesco a vedere. Personalmente questa maggioranza mi dà l’impressione di in un recinto dove tutti possono entrare ed uscire a proprio piacimento. “Non va bene l’Udeur, bene entri la Margherita”. Chi saranno i prossimi che si avvicenderanno ?


