HomePolitica«PROMESSE NON MANTENUTE, IMPEGNI DISATTESI»

«PROMESSE NON MANTENUTE, IMPEGNI DISATTESI»

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Gent.ma Redazione di InterNapoli.it, abbiamo provveduto a fare uno studio durato diverse settimane, dei Bilanci relativi ai sette comuni dell’Area Giuglianese, ossia: Calvizzano, Giugliano, Marano, Melito, Mugnano, Villarica e Qualiano.

Siamo ora in grado di fare alcune considerazioni rimettendo al giudizio dei lettori le valutazioni del caso.
In primis desidero ringraziare tutte quelle persone che si sono prodigate per farmi ottenere i documenti, strumento principale per comprendere le scelte politiche dei Consigli Comunali.
Avere i bilanci di alcuni Comuni è stato un “lavoraccio” perché non sempre è stato rispettato il principio secondo cui conoscere i bilanci è un diritto: di un centro studio, di un cittadino qualunque o di chiunque voglia approfondire una situazione economica, tra l’altro non sempre facile.
La mancanza di trasparenza è sintomo di scarsa democrazia e la Prefettura di Napoli farebbe bene a richiamare sia le Amministrazioni che i Funzionari Comunali ricordando loro l’impegno e l’obbligo di rispettare la legge.
Nel merito possiamo affermare che i bilanci sono lo specchio della realtà economica e del peso degli amministratori dell’Area. Da essi si evince infatti che larga parte delle entrate a volte è stata sovrastimata mentre l’entità delle uscite è al di sotto della realtà.
Alcune amministrazioni affermano di non poter rispettare il “Patto di stabilità ” in quanto costrette ad evitare una crescita eccessiva delle tasse e dei tributi comunali.
A fronte di servizi comunali qualitativamente inidonei abbiamo che, quasi tutti i comuni, hanno aumentato tasse, tributi, Ici ed addizionale Irpef per cui quello che l’Anci dichiarò, all’atto del varo della Legge Finanziaria 2007, che questa legge avrebbe portato sia alla riduzione dei servizi che all’aumento delle tasse, dei tributi ed addizionali si è puntualmente verificato.
L’Area Giuglianese soffre di inadeguati servizi e paga alte tasse e tributi: i Bilanci fotografano questo. Non fa distinzione il colore politico dell’Amministrazioni perché ad esempio Qualiano amministrata da un coacervo di liste civiche è pari a Giugliano che ha un’Amministrazione di centro-sinistra.
Entrambe, al pari di altre Amministrazioni dell’ Area ad eccezione di Villaricca, si caratterizzano per l’assenza di risorse finanziarie da destinare al lavoro, allo sviluppo ed alla vivibilità .
I Comuni che intendono fare una “dignitosa “amministrazione devono partire dalla realtà con l’obiettivo di impegnare risorse umane e materiali per fare in modo che le problematiche del lavoro nero, del sottosalario, della disoccupazione, della presenza massiccia di malavita organizzata,e degli scarichi illegali di rifiuti, vengano affrontate invertendo la tendenza fatta di degrado e di invivibilità.
Purtroppo la logica non è il “risanamento e lo sviluppo” bensì ” lo scippo e fujo “(ossia : Lo scippare e scappare”.
Oggi con l’approvazione dei Bilanci credo che siamo giunti al termine di un percorso fatto di poca e mala amministrazione, della ricerca della visibilità per accrescere il consenso ed utilizzarlo per fini non sempre nobili. L’assenza di “poste” in Bilancio per il lavoro e lo sviluppo dell’Area è grave, è anzi molto grave, perché quello che dicono i “nostri dirigenti politici ” della zona non trova riscontro nei bilanci se non per cifre irrisorie. Perché è importante la “posta” in Bilancio per il lavoro e lo sviluppo? E’ importante perché l’impegno del Consiglio provinciale di Napoli, che ha varato l'”Agenzia per lo sviluppo” “Liternum” per poter elaborare e presentare progetti per accedere ai fondi comunitari, viene così di fatto vanificato. Questi bilanci sono lo specchio di una mancata conoscenza dei meccanismi dello sviluppo, della possibilità offerta delle risorse comunitarie e degli strumenti ad esse collegati per potervi accedere. Per varare dei bilanci così fatti non vi è bisogno di un apparato costoso ed inefficiente fatto di staff del Sindaco, addetti stampa, giunta e consiglio. Vi è invece bisogno di un buon ragioniere che sa tenere i conti. Il legislatore, quando ha formulato la proposta dell’impianto istituzionale, si è fatto carico di alimentare un circuito democratico tra cittadini ed eletti . Ma non è cosi.
Come si esce da questa grave situazione? Perché lo Stato, la regione, l’ Amministrazione provinciale, i Comuni e la quantità abnorme di Enti e consorzi costruiti per dare qualche contentino a “trombati” accrescendo confusione ed aumentando a dismisura il “costo della politica” non possono più reggere a lungo. Il costo ha raggiunto circa il 50% del salario ed i servizi, soprattutto, nelle nostre Aree e nel Mezzogiorno sono inesistenti.
Da questo cunicolo si esce, a mio parere, applicando la legge “sulla città metropolitana ” che prevede l’abolizione dell’Amministrazione Provinciale del Comune di Napoli e dei 92 Comuni , varando contestualmente 30/35 città di medie dimensioni che amministrino la provincia di Napoli.
Portare la democrazia, aumentare la sicurezza individuale e collettiva, innestare un processo di sviluppo e di occupazione è possibile; basta applicare le leggi che vi sono. E’ stato calcolato che la “razionalizzazione” dell’impianto istituzionale porterà un aumento del 3,5 % del Pil nella Provincia di Napoli e, qualora si rendesse efficiente la burocrazia, il Pil provinciale potrebbe aumentare del 5%.
Perché non si fa? Si preferisce “galleggiare”.
Il “galleggiamento ci ha portato a questa grave, difficile e deleteria situazione.
Vogliamo continuare in questa direzione? Si parla tanto di ridurre i costi della politica e questo, nell’Area Giuglianese, è possibile con la costituzione della città del giuglianese.

Raffaele Pirozzi
Ex segretario regionale CGIL
SDI-Alleanza Riformista

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