Il centrosinistra maranese, o meglio la coalizione a sei composta da Margherita, Ds, Udeur, Rifondazione, Liberi per Marano e Arcobaleno si è dissolta con l’arrivo della bella stagione. Il De profundis è stato intonato – inaspettatamente – nella tarda serata di ieri dal sindaco diessino Salvatore Perrotta, il quale, preso atto della crisi politica innescata dalla reiterata assenza in Consiglio comunale di Margherita e Liberi per Marano, ha revocato le deleghe a cinque assessori. Quattro della Margherita: Nasti, Conte, Schettino e Granata, e uno della civica Liberi per Marano: Marcello Scuteri. Qualche ora prima, invece, dopo la verifica del numero legale e prima della trattazione degli argomenti all’ordine del giorno, il capogruppo dei Ds Matteo Morra aveva manifestato il disagio dei consiglieri presenti in aula per l’assenza di due determinanti componenti della coalizione e aveva annunciato, dopo aver stigmatizzato l’operato del presidente del Consiglio Gala, che tutti avrebbero abbandonato l’aula. Intervenuto in rappresentanza dell’amministrazione comunale, anche il vicesindaco Nuvoletti non ha usato mezzi termini ed ha dichiarato: “Il forfait di Margherita e Liberi per Marano è un fatto grave, il segno di una misura che è oramai colma. Stasera, tra l’altro, erano in discussione alcuni provvedimenti importanti per il futuro della nostra città”. Il presidente Gala, invece, non è voluto entrare nel merito delle accuse piovutegli addosso nelle ultime 24 ore (scaturite da un durissimo j’accuse del sindaco Perrotta) e, dopo aver spiegato che la sua presenza era puramente tecnica per consentire l’eventuale prosieguo della seduta, ha abbandonato l’aula. La seduta è stata presieduta dal consigliere anziano Rosario Pezzella, il quale, dopo aver auspicato un profondo chiarimento politico tra i gruppi premiati alle scorse elezioni amministrative nell’interesse della città, ha dichiarato sciolta la seduta nel momento in cui i consiglieri hanno deciso di abbandonare l’aula. Questa la cronaca dell’inatteso epilogo di ieri sera. Quanto agli scenari futuri, invece, se non ci saranno diktat delle alte sfere provinciali dei Ds e della Margherita per ricomporre la frattura tutta maranese, restano in piedi due ipotesi. La più accreditata contempla la possibilità che gli “scissionisti”della Margherita, ovvero i consiglieri Chianese, Passariello, Mele e Iorio non facciano venir meno il proprio sostegno al primo cittadino. I loro voti andrebbero in tal modo ad aggiungersi a quelli dei quattro esponenti dei Ds, ai tre dell’Udeur, ai tre di Rifondazione, e ai voti, a questo punto determinanti, di Rosario Pezzella e Antonio Menna. Se la Margherita dovesse ricompattarsi e i dissidi con Liberi per Marano non si appianeranno, non vi saranno alternative alle elezioni anticipate. In quel caso, però, potrebbe approfittarne il “vecchio”Bertini che, forte del ritrovato sostegno di Biagio Iacolare, potrebbe mandare a casa Perrotta riproponendosi come leader di un centrosinistra due. In questo bailamme generale, intanto, gli unici ad esultare sono gli esponenti del centrodestra. “La maggioranza non esiste più – spiegano in una nota congiunta – il sindaco ne prenda atto e si vada a nuove elezioni”.
MARANO. E’ CRISI DEFINITIVA, PERROTTA REVOCA LE DELEGHE A CINQUE ASSESSORI
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