HomePoliticaMARANO: IL DOCUMENTO UNICO DI DS E MARGHERITA PER RISOLVERE LA CRISI

MARANO: IL DOCUMENTO UNICO DI DS E MARGHERITA PER RISOLVERE LA CRISI

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Martedì scorso il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, si diceva pronto a ricucire gli strappi interni all’amministrazione. L’idea propugnata era quella di restituire le deleghe ai quattro assessori della Margherita e all’assessore di Liberi per Marano, al fine di evitare l’empasse amministrativa.
A conti fatti, però, la situazione è ancora in stallo e sembrano risentirne i due grandi partiti maranesi: Margherita e Ds.

Quasi immediato il loro documento unico per cercare di smuovere una situazione- deleghe non restituite e sedie vacanti- che di certo non giova alla capacità amministrativa locale. Auspicano una immediata ricompattazione e, nel loro documento comune, scrivono che «la città di Marano ha bisogno di un’amministrazione nel pieno delle sue funzioni, con una maggioranza compatta e unita, pronta in Consiglio comunale a sostenere i provvedimenti necessari ad affrontare i tanti nodi aperti nella gestione della città, e pronta, nella Giunta municipale a viaggiare unita e solida verso la soluzione condivisa dei problemi».

In virtù dell’agognata unione programmatica e non, Rutelliani e Fassiniani si richiamano anche alla costituzione del prossimo Partito Democratico: «I Democratici di Sinistra e la Margherita, in vista del comune percorso politico che da settembre, calandosi nella società civile, li vedrà impegnati nella costruzione del Partito Democratico, intendono lavorare di comune intesa per il superamento della crisi e per il rilancio dell’azione amministrativa, in un clima di maggiore condivisione, di partecipazione delle scelte e di compattezza».

Le due segreterie politiche cercano di chiarire, comunque, i loro “bisogni primari”, auspicando «un rapido superamento della crisi» e chiedendo «alle figure istituzionali di riferimento di adoperarsi per arrivare velocemente alla ricostruzione della maggioranza politica nell’aula consiliare e nella giunta comunale e, dopo la ricomposizione della frattura, a partire da settembre, l’apertura di una nuova fase che veda intorno ad un tavolo l’intera maggioranza al fine di avviare una verifica complessiva sullo stato di attuazione del programma».Chiudono, poi, la loro ampia analisi sulla crisi politico-amministrativa ipotizzando, a “strappi ricuciti”, una «eventuale riscrittura degli organigrammi e la stesura di un’intesa complessiva che fissi regole, principi e procedure per aumentare partecipazione, collegialità, condivisione delle scelte, e di conseguenza coerenza e compattezza del quadro politico nello sforzo di offrire risposte concrete ai bisogni della città evitando nuove divisioni».

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