“Come si tirerà fuori dal «cul de sac» nel quale si è cacciato il sindaco Perrotta”? Se lo chiedono i Comunisti Italiani dai manifesti affissi da qualche settimana sui muri della città. Il riferimento, quasi inutile dirlo, è relativo all’impasse scatenata dalla revoca degli incarichi, decisa dal primo cittadino, ai danni di quattro assessori della Margherita (primo partito in città) e di uno della civica Liberi per Marano. La querelle, sorta in conseguenza della scelta delle due forze politiche di non partecipare ai lavori dell’ultimo Consiglio comunale di luglio, trae origine da valutazioni e riflessioni squisitamente politiche. Almeno questo ha sostenuto dal primo momento il sindaco Perrotta, il quale ha esautorato i cinque assessori senza tuttavia contestarne il loro operato. Tutta la vicenda, infatti, ruota intorno alla ridefinizione degli assetti e degli equilibri interni ai partiti e alla maggioranza. Tutta acqua passata, dunque? Le indiscrezioni filtrate negli ultimi giorni fanno pensare che, una volta mandate in archivio le vacanza estive, tutto tornerà come prima e, pertanto, gli assessori Schettino, Conte, Granata, Nasti e Scuteri torneranno ai loro posti di “combattimento”. L’ufficializzazione della pax, già annunciata qualche settimana fa, potrebbe essere sancita nella riunione di maggioranza fissata nei giorni che precederanno il Consiglio comunale convocato per il 4 settembre. Se così dovesse essere, cittadini e osservatori poco attenti alle vicende politiche maranesi potrebbero essere indotti a pensare che lo sconfitto di turno sia Salvatore Perrotta. In realtà, siamo convinti che il primo cittadino sarebbe disposto a fare un passo indietro solo davanti ad alcune importanti rassicurazioni. Tra queste, anche se dal punto di vista mediatico non sortiranno effetti mirabolanti, il ritiro di alcuni provvedimenti caldeggiati in passato da Liberi per Marano. Poi, strappato il chiarimento tra i partiti e, dopo la nascita del PD, si concretizzerà una resa dei conti interna in alcune forze politiche. A farne le spese potrebbero essere i soliti noti: Schettino o Conte per la Margherita, pronti ad essere sostituiti dal consigliere Mele, oppure un intoccabile di cui non si fa il nome. In casa Ds, invece, resta da valutare la situazione dell’assessore all’istruzione Maria Gentile, eletta con il partito del sindaco, ma confluita in seguito nelle fila di Sinistra Democratica. In quest’ottica, pur di fronteggiare lo strapotere della Margherita all’interno del PD, non è detto che la brava amministratrice non rimanga al proprio posto. Resta aperta inoltre la questione Giovanni Gala. Il presidente dell’assise comunale, infatti, è stato aspramente contestato sia dal sindaco Perrotta, sia da numerosi consiglieri comunali. Nell’immediato futuro la sua carica non dovrebbe essere messa in discussione, ma non è detto che nel riequilibrio degli assetti interni non venga anch’egli “sacrificato” per dare spazio all’indipendente Rosario Pezzella o all’udeurrino Domenico D’Ambra, entrambi in pole position per un’eventuale sostituzione.
MARANO: «COME SE LA CAVERA’ PERROTTA?» SE LO CHIEDONO I COMUNISTI ITALIANI
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