HomePoliticaDONADIO (CONSORZIO CIG): «ZONA ASI AL COLLASSO, AMMINISTRATORI INERTI»

DONADIO (CONSORZIO CIG): «ZONA ASI AL COLLASSO, AMMINISTRATORI INERTI»

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Guido Donadio, coordinatore del consorzio CIG della zona Asi che comprende ben 54 aziende, durante il convegno organizzato dal circolo di AN, ha esposto in un’appassionata arringa tutte le problematiche vissute quotidianamente dagli imprenditori che esercitano le loro arrività nel territorio giuglianese :«Oltre ai problemi che tutti gli imprenditori italiani hanno, come quello dell’enorme pressione fiscale che colpisce le aziende del nord come quelle del sud, noi imprenditori giuglianesi siamo costretti al lottare contro l’annoso problema della carenza infrastrutturale del nostro territorio. La zona Asi si trova in una situazione a dir poco disastrosa- attacca Donadio- a causa del disinteresse ventennale delle istituzioni comunali, provinciali e regionali. Il gap infrastrutturale nei confronti delle altre aziende, anche campane, è enorme. Basta confrontare la nostra zona Asi, con realtà sviluppate anche vicine alle nostre come la zona industriale di Marcianise o l’Interporto di Nola, dove ci sono le rotaie collegate direttamente con i grandi stabilimenti del nord Italia, per capire il perché l’economia giuglianese non riesca a decollare.
Abbiamo ancora i cavi del telefono che camminano sui pali di legno, manco fossimo all’età della pietra, mentre in altri parti della Campania si comunica attraverso il sistema wireless. Manca del tutto una recinzione perimetrale della zona ed un adeguato sistema di vigilanza. Noi imprenditori siamo alla mercè di chiunque voglia introdursi furtivamente nelle nostre aziende, non a caso da alcuni mesi sono periodicamente tranciati i cavi telefonici ed elettrici.
Tutto ciò- afferma Donadio- ci impedisce di partecipare alle gare on-line e di effettuare anche le più normali operazioni tramite internet. In più credo che siamo l’unica zona industriale d’Italia ad ospitare al nostro interno circa 700 unità Rom che vivono in condizioni disumane. Abbiamo noi stesso proposto di autotassarci per costruire un centro di accoglienza per questa popolazione, ma nessuna risposta certa ci è stata data in merito dall’amministrazione. Abbiamo portato il nostro problema anche a livello nazionale- conclude il giovane coordinatore del CIG- scrivendo direttamente al Presidente della Repubblica che ha colto il nostro invito. Il nostro atteggiamento è di completa apertura nei confronti di tutte le classi politiche, speriamo di non dover attendere per altri vent’anni un segnale concreto da parte delle istituzioni».

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