HomePoliticaRAFFAELE CANANZI IN LIZZA PER L'ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PD

RAFFAELE CANANZI IN LIZZA PER L’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PD

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Politici di lungo corso, uomini e donne vicino agli apparati di Ds e Margherita, e poche, purtroppo, facce nuove ( lista Adinolfi a parte) si contendono un posto nelle assemblee nazionali e regionali del Partito Democratico. Le primarie, con tutto il loro carico di dubbi e polemiche, sono oramai alle porte, e nel collegio 12, quello di cui fanno parte le città di Marano, Calvizzano, Melito, Mugnano e Qualiano, si preannuncia dura battaglia tra i personaggi più o meno noti del nostro territorio. Se per la lista nazionale che fa riferimento a Tino Iannuzzi gareggerà il sindaco di Marano Salvatore Perrotta, e per quella regionale Biagio Iacolare, nell’area Letta spicca la presenza di un big da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo. Si tratta di Raffaele Cananzi, 68 anni, origini calabresi ma napoletano d’adozione. È stato deputato e sottosegretario alla Funzione pubblica, presidente nazionale dell’Azione cattolica dal 1986 al 1992 e fondatore, insieme con Mino Martinazzoli, del partito Popolare. È amico di vecchia data del premier Romano Prodi, con il quale ha frequentato l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e il collegio Augustinianum. Cananzi, che nel 1995 è stato coordinatore dei comitati Prodi in Campania, oggi è un convinto sostenitore di Enrico Letta.

“Un politico – dice l’ex deputato – che in questi anni ha prestato un servizio disinteressato alla collettività e che, soprattutto, ha dato dimostrazione di possedere competenze politiche non comuni”. Una scelta precisa, insomma, volta a dare credito ad un giovane che si pone, tra gli altri, l’obiettivo di dare un taglio netto alle stantie e insopportabili logiche della vecchia politica. Da uomo del sud e da profondo conoscitore delle problematiche dell’area giuglianese, Raffaele Cananzi ha ben chiari i fronti sui quali operare in caso d’elezione all’assemblea nazionale. “Il mio impegno – aggiunge – e spero quello di tutti gli uomini e le donne che faranno parte del nuovo soggetto politico dovrà concentrarsi su tre punti nevralgici: lotta alla micro e macro criminalità organizzata, alla precarietà del lavoro e maggiore sensibilità verso le questioni ambientali”. In tanti sostengono che il PD non starebbe nascendo con i giusti presupposti. Secondo una certa critica, infatti, gli elementi innovativi sarebbero ben pochi. Ma su questo punto Cananzi lascia spazio ad un moderato ottimismo: “Molto dipenderà dall’impegno che profonderanno i cittadini non inseriti nei gruppi di potere di questo paese. Se tante persone libere si recheranno a votare, allora si potrà realmente sperare in una nuova e promettente classe dirigente per il Pd ”. Entusiasta fin dalle prime battute che hanno caratterizzato la sua discesa in campo, l’ex presidente dell’Azione cattolica, seppur con l’abituale aplomb, lancia sua sfida: “Ho accettato di candidarmi in questo collegio con grande piacere, perché credo vi siano tutti i presupposti per rendere il mio semplice e generoso servizio alla collettività”.

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