Raffaele De Leonardis non rientrerà nella giunta del sindaco di Qualiano Pasquale Galdiero per continuare a ricoprire l’incarico, che aveva lasciato il 22 gennaio scorso, in seguito alla fuoriuscita dell’Udeur dalla maggioranza. Lo ha riferito lo stesso ex assessore al Bilancio in una lunga telefonata con la nostra redazione. «Motivi familiari e professionali» hanno spinto De Leonardis a non accogliere la proposta che Galdiero, in un incontro avvenuto il 27 settembre scorso, aveva messo sul tavolo, con tanto di decreto di nomina, che l’ex titolare delle deleghe al bilancio e commercio aveva anche controfirmato. «Prima di formalizzare la nomina, chiedo tempo per vagliare tutti gli aspetti tecnici» aveva però detto al sindaco, ma dopo circa dieci giorni ha deciso di rinunciare all’incarico: «Ringrazio il sindaco di Qualiano Pasquale Galdiero per aver atteso otto mesi e soprattutto, per avermi rinnovato la fiducia – ha dichiarato De Leonardis – ma oggi penso che la scelta più saggia è quella di restare fuori dalla politica. Mi sento più sereno».
E’ deciso. Sicuro della scelta. Ma non nasconde un pizzico di amarezza quando parla della situazione delle “casse comunali”: «Avrei voluto dare il mio contributo per evitare il dissesto. Ci sono ancora margini di manovra per salvare la situazione». E torna sul problema della riscossione dei tributi, argomento che avevamo già affrontato, in un’intervista del 30 novembre scorso (art. del 30/11/2006): «Tutti i cittadini hanno il dovere di contribuire al bilancio comunale. A Qualiano, invece, solo il 40% dei contribuenti paga regolarmente le tasse. E come se non bastasse, vi è un gran numero di famiglie completamente sconosciute al fisco. – Poi ha aggiunto – la situazione si può salvare solo se, evasori e non, cominceranno a pagare».
Raffaele De Leonardis viene eletto al consiglio comunale di Qualiano grazie ai circa 250 voti raccolti, tra le fila dell’Udeur, alle amministrative del 29 maggio dello scorso anno. Quindici giorni dopo entra a far parte della squadra di governo guidata dal sindaco Galdiero, ma i contrasti tra quest’ultimo e il suo partito, maturati in seguito alla decisione di “privatizzare” l’acqua, lo hanno visto dimissionario appena sei mesi dopo: «Me lo ha chiesto il partito – ha spiegato – non ho potuto rifiutare. La “battaglia dell’acqua” è stata giusta, ma quando ci siamo ritrovati “soli”, avevamo il dovere di fare marcia indietro. Invece quando abbiamo deciso di restare “fuori” e la Margherita è entrata in giunta, il partito si è spaccato. Praticamente l’Udeur non esiste più nemmeno sulla carta. – Prosegue – Sarebbe stato giusto, a mio avviso, ricucire i rapporti con quella parte di maggioranza che rappresenta il centro sinistra e insieme a loro, tentare il “cambiamento”». Non condivide dunque la scelta dell’ex collega di partito, Antonio Castaldo, che oggi siede tra i banchi dell’opposizione: «Mi fa un certo effetto – ammette – vedere il simbolo dell’Udeur accanto a quelli di Forza Italia, An e Udc. Mi dispiace per i circa 250 elettori che mi hanno votato» e conclude rivolgendosi a quella parte di persone, che nascondendosi dietro all’anonimato, lancia accuse e dispensa giudizi: «La gente pensa che l’unico scopo di chi fa politica è restare attaccati alla poltrona, nessuno si chiede invece, se tra essi vi è qualcuno che potrebbe veramente cambiare qualcosa».
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