Aereo abbattuto in Iran, spuntano le immagini: “Colpito da due missili a trenta secondi l’uno dall’altro”

Aereo abbattuto in Iran. Immagini esclusive ottenute e verificate dal New York Times mostrano che ad abbattere il Boeing ucraino con 176 persone a bordo sono stati due missili sparati ad una distanza di 30 secondi l’uno dall’altro. I missili, riporta il Nyt, sono stati lanciati da una base iraniana a circa 12 chilometri dall’aereo. Il nuovo video spiega anche perchè il transponder del velivolo ha smesso di funzionare prima di essere colpito dal secondo missile.

Si complica così e assume se possibile aspetti ancor più drammatici la vicenda del Boeing ucraino abbattuto dalla contraerea iraniana. Mentre le autorità di Teheran fanno sapere che l’autore del video in cui si vedeva un razzo colpire il velivolo, spunta un nuovo filmato da cui risulterebbe che l’aereo con 176 persone a bordo – 145 iraniani – è stato raggiunto da ben due vettori.

Intanto l’accordo sul nucleare iraniano è sempre più a rischio. Dopo il ritiro unilaterale degli Usa, i tre Paesi europei firmatari – Gran Bretagna, Francia e Germania – hanno avviato il meccanismo interno di risoluzione delle dispute per contestare a Teheran violazioni dell’intesa del 2015. Nel mirino ci sono le misure di disimpegno decise in risposta alle sanzioni americane, tra cui la ripresa dell’arricchimento dell’uranio, che secondo gli 007 israeliani entro fine anno porterà la Repubblica islamica ad averne abbastanza da produrre l’atomica, anche se nel suo arsenale mancherebbe al momento un missile capace di sostenere una testata nucleare. «Israele non consentirà all’Iran di ottenere queste armi», ha ribadito il premier Benyamin Netanyahu. Il braccio di ferro con l’Europa si scatena mentre in Iran non si placano le proteste per l’abbattimento del Boeing ucraino e le iniziali «bugie» delle autorità.

La magistratura ha fatto sapere di aver compiuto i primi arresti – senza tuttavia rivelare numero né identità dei detenuti, se non dell’autore del video circolato sui social media in cui si vede un missile iraniano nel momento in cui colpisce il Boeing – e ha promesso «un’indagine a tutto campo». A evocarla è stato anche il presidente Hassan Rohani, chiedendo un «tribunale speciale» per «punire» tutti i responsabili e sottolineando che il colpevole non può essere solo il soldato che ha sparato.

Un nuovo vertice degli investigatori locali con quelli giunti da Ucraina e Canada si è svolto sul disastro costato la vita alle 176 persone a bordo del volo PS752 della Ukrainian International Airlines, le cui scatole nere verranno inviate in Francia.

Ma nel frattempo un’ulteriore svolta inattesa al caso viene impressa da un nuovo video che il New York Times afferma di avere ottenuto – e di cui assicura di avere verificato l’autenticità – che mostra l’aereo venire colpito da due missili, a distanza di 23 secondi l’uno dall’altro. I missili, riporta il Nyt, sono stati lanciati da una base iraniana a circa 12 chilometri dall’aereo. Il nuovo video spiegherebbe anche perchè il transponder del velivolo ha smesso di funzionare prima di essere colpito dal secondo missile.

Successivamente il filmato, che sembra ripreso da una telecamera fissa, mostra l’aereo prendere fuoco quando è ancora in volo. per il quarto giorno di fila sono intanto tornati a manifestare gli studenti iraniani. Le persone fermate finora in proteste «illegali» sono «circa 30», ha reso noto la magistratura, promettendo però «tolleranza verso la manifestazioni legali». Il clima resta comunque molto teso, come dimostra anche l’annuncio di un intervento venerdì della Guida suprema Ali Khamenei alla preghiera islamica a Teheran, che non avveniva da otto anni. Per adesso l’Iran ha replicato alla decisione dei Paesi europei sul nucleare minacciando «serie conseguenze, che sono state già notificate».

A far traballare l’accordo del 2015 è giunto anche l’avvertimento del premier britannico Boris Johnson, che preferirebbe un nuovo ‘Trump deal’. Parole che arrivano mentre a Teheran non si placano gli attacchi all’ambasciatore britannico Rob Macaire, fermato sabato durante una manifestazione antigovernativa, di cui la magistratura ha chiesto l’espulsione come ‘persona non gratà. «Oggi non abbiamo avuto altra scelta, viste le azioni dell’Iran, che registrare le nostre preoccupazioni» rispetto al fatto che «non rispetta gli impegni previsti», hanno spiegato Londra, Parigi e Berlino nel comunicato congiunto. Riconfermando comunque «l’impegno nei confronti dell’accordo e la determinazione a lavorare con tutti i partecipanti per preservarlo». Ma la Russia, l’altra firmataria dell’intesa con la Cina, condanna una mossa che rischia di provocare «una nuova escalation». Per l’Alto rappresentante Ue Josep Borrell, «preservare l’accordo è ora più importante che mai».