Tassa di soggiorno: vertice in Comune con Airbnb

(Turisti in attesa all'ingresso della cappella San Severo, Napoli - La Repubblica napoli)

Conoscete tutti Airbnb. Breve riassunto per coloro che hanno vissuto sulla Luna, negli ultimi undici anni: “Airbnb è un portale online che mette in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi, con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare, generalmente privati” (Wikipedia). Grazie a questa piattaforma, quindi, chiunque può reinventarsi albergatore, aprendo le porte di casa propria a chi fosse interessato. Indubbiamente, è un’idea rivoluzionaria e innovativa. In Italia, l’hosting ha avuto un successo immediato e il perchè è intuibile: lo Stivale è un museo a cielo aperto. Tutte le città più importanti contano diverse migliaia di host (il locatore). Il sito è nato nel 2007. Ciò significa che è ancora in crescita.

airbnb-napoli-caracciolo
Lungomare invaso dai turisti. A Napoli sono 3000 gli host di Airbnb – CorMez

La soluzione per Airbnb a Napoli

Il processo di crescita di cui parliamo riguarda la regolamentazione delle tariffe e degli incassi. Ogni host è libero di decidere le tariffe per i propri locali ma i comuni vogliono la loro parte. Se è vero che le proprietà sono private, esse fruttano poichè inserite in contesti comunali pubblici. La questione è assai spinosa ma, paradossalmente, facilmente risolvibile. Come? Un contributo da versare nelle casse comunali. Chi lo pagherà? I turisti. Chi lo riscuoterà? Gli host. Evitando eccessi sgradevoli, saranno contenti tutti. Proprio domani, nella Sala della Giunta di Palazzo San Giacomo, verrà presentato questo accordo tra il Comune di Napoli e Airbnb. Alla seduta parteciperanno, tra gli altri, Nino
Daniele ed Enrico Panini, Assessori alla Cultura e al Bilancio. A rappresentare la società americana ci sarà Alessandro Tommasi, Public Policy Manager Italia Airbnb.

airbnb-host-napoli
I puntini indicano gli host di Airbnb a Napoli – Google

In cosa consiste l’accordo tra Airbnb e il Comune

L’accordo prevede, appunto, la regolamentazione sul pagamento di una tassa di soggiorno. Sarà l’ospite a pagare all’host. Che, a sua volta, la verserà al Comune di Napoli. L’accordo tra Airbnb e il Comune di Napoli accende i riflettori su due fattori importanti: la tendenza alla legalizzazione del lavoro (di host) e la volontà di generare degli utili da reinvestire sul territorio. L’annuncio della riunione tra le parti arriva in un momento propizio. Tra non molto comincerà la stagione del turismo, tra Pasqua, ponte del primo maggio, weekend di primavera ed estate. Il rilancio della città passa anche attraverso questi accordi.