Gli omicidi dell’innocente Rosario Coppola e di Armando Lupoli sarebbero il frutto di una faida interna al clan della 167. I carabinieri di Castello di Cisterna hanno condotto le indagini, coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, sulle recenti tensioni criminali a Napoli Nord. Il 33enne Salvatore Romano avrebbe messo in discussione il potere del boss detenuto Giuseppe Monfregolo attraverso la violenta contrapposizione con il rivale Davide Pescatore.
L’omicidio Coppola
Lo scorso 4 febbraio Coppola è stato raggiunto da cinque colpi d’arma da fuoco in via Sette Re ad Arzano. Con la vittima, in auto, c’era anche Antonio Persico che venne colpito da un solo proiettile al braccio destro. Il giovane fu soccorso dal 118 e portato all’ospedale di Giugliano. L’ipotesi dello scambio di persona emerse fin da subito, infatti Coppola è estraneo agli ambienti criminali. Il 33enne è accusato di questo raid mortale e per alcuni episodi estorsivi.
Indagine sul clan della 167 di Arzano
Insieme a Romano è stato fermato anche Raffaele Silvestro che risponde di associazione: i due sono difesi dagli avvocati Domenico Dello Iacono e Immacolata Carratore. Sono indagati anche il boss Renato Napoleone, Monfregolo, Gennaro Salvati, Andrea Olivello, Vittorio Scognamiglio, Mattia Rea, Francesco Attrice, Salvatore Lupoli, Antonio Alterio, Umberto Lupoli, Pietrangelo Leotta e Angelo Antonio Garbino.
Omicidio Rosario Coppola ad Arzano, fu ucciso per errore: fermato presunto killer


