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Faida tra i due ras del clan della 167 di Arzano, parla il nuovo pentito

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Da una parte Pal’ ‘e fierr e dall’altra Sasi: questi sono i soprannomi che raccontano la nuova faida di quelli della 167 di Arzano. Si tratta di un clan che negli anni ha vissuto diverse divisioni, quasi una condizione esistenziale visto il legame con gli Amato-Pagano, gli Scissionisti della famiglia Di Lauro. La DDA di Napoli ha riavvolto il nastro a partire dalla recente estate di fuoco vissuta ad Arzano tra raid armati e omicidi. Le pm Cristina Curatoli e Daniela Visone sono partite dall’estate per svelare la struttura gerarchica della cosca e la faida interna scoppiata per conquistare il comando del clan 167.

Faida ad Arzano, Sasi contro Pal’ ‘e fierr’

Si parte da Salvatore ‘Sasi’ Romano, ex referente di Giuseppe Monfregolo detto ‘o Guallaruso, che nel novembre del 2025 sarebbe stato allontanato da Arzano perché “non più degno di fiducia”. Al posto di Sasi sarebbe stato scelto Antonio Caiazza, ex braccio destro del ras esiliato, poi sostituito da Davide ‘Pal ‘e Fierr’ Pescatore che è stato scarcerato un mese dopo.

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La decisione del capoclan non sarebbe stata accettata da Sasi che avrebbe organizzato la sua batteria composta dai suoi fedelissimi Salvatore Lupoli, Armando Lupoli, Umberto Lupoli, Raffaele Silvestro, Antonio Alterio e Mattia Rea. Il gruppo scissionista avrebbe iniziato una caccia all’uomo per eliminare Pescatore: questa furia ceca porta, però all’omicidio dell’innocente Rosario Coppola in via Sette Re avvenuto lo scorso 4 febbraio.

Il nuovo pentito del clan della 167 di Arzano

Gli inquirenti hanno potuto ricostruire i mutamenti criminali anche grazie al nuovo collaboratore di giustizia Gennaro Salvati che è stato arrestato pochi giorni dopo l’omicidio Coppola. “Voglio precisare che sono parte del Sistema criminale che comanda il comune di Arzano, i cui capi sono Antonio Caiazza e Davide Pescatore. Faccio parte di questo sistema dal mese di luglio 2025 e mi occupavo all’inizio, quando comandava Sasi Romano, della vendita di ‘erba’, il mio ruolo è cambiato quando abbiamo cacciato Sasi Romano nel mese di novembre, da questo momento in poi mi sono occupato delle estorsioni, andavo a prendere i soldi nei negozi ogni mese”, questo ha dichiarato il nuovo pentito in un verbale del 7 febbraio.

Soldi e sesso, i motivi della cacciata del ras del clan della 167 di Arzano

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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