Nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere, Giuseppe e Mariano Monfregolo, figurano anche il carrozziere Aldo Bianco ed il luogotenente dei carabinieri, in forza alla Dia ma un tempo facente servizio ad Arzano, Giuseppe Improta.
Il militare è accusato dal collaboratore di giustizia Pietro Cristiano, a capo del clan della 167 di Arzano fino al momento del suo arresto, che in sostanza indica Improta come una persona al saldo della cosca da cui avrebbe percepito diverse somme di denaro in cambio di soffiate e accomodamenti.
Ad inguaiare il carabiniere è anche Aldo Bianco, che secondo gli inquirenti avrebbe fatto da filtro tra Improta e la camorra di Arzano, in particolar modo ricevendo dai malavitosi il denaro che avrebbe poi consegnato al militare.
proprio Bianco, intercettato mentre parla con la moglie ed il figlio, complica la posizione di Improta: “Gli dissi sentite ma voi avete prove…no ..ma noi se avevamo le prove già stavi in galera …”a curt a curt”…. nto loro possono dire tutto quello loro perchè vogliono arrestare a quello hai capito…Peppe se li prendeva i soldi da luì mica gli posso dire che non si pigliava i soldi? eh… quelli parlavano in caserma .. eh ..eh… io che ne so…“.


