Agguato nel negozio di telefonini, chiesto l’ergastolo per F4: la data della sentenza

marco di lauro attilio romanò

Chiesto l’ergastolo per Marco di Lauro, l’ex primula rossa della camorra, arrestato lo scorso marzo, è alla sbarra per l’omicidio di Attilio Romanò, il 29enne ucciso per errore dalla camorra il 24 gennaio del 2005. Marco Di Lauro è accusato di essere il mandate di quel delitto. Come riporta Leandro Del Gaudio su Il Mattino, il Pg ha chiesto l’ergastolo per F4. Condannato in primo e in secondo grado alla pena dell’ergastolo ‘F4’ si vide cancellare l’ergastolo dalla Corte di Cassazione dispose un nuovo processo d’Appello. Per l’omicidio di Attilio Romanò è stato condannato in via definitiva Mario Buono, indicato come l’esecutore materiale: il giovane ras, soprannominato ‘Topolino’ è stato giá condannato al carcere a vita.

La storia di Attilio Romanò è la storia di tanti uomini e donne vittime innocenti della nostra regione. Spesso si dice per storie come la sua “è stato ammazzato per uno scambio di persona” , come se del caso sia la colpa e non di chi per anni ha maltrattato la nostra regione. In questi anni la sorella Maria è sempre stata al nostro fianco per costruire dalla Memoria impegno e comunità nei territori. Il 24 ottobre alle 9.30 aula 320 ci sarà la replica degli avvocati e la sentenza del processo, facciamo in modo di essere in tanti lì al Tribunale per stringerci ai familiari di Attilio!

Sono due ex pezzi da novanta della mala di Secondigliano i due collaboratori di giustizia i cui verbali sono stati depositati nelle ultime ore in concomitanza con l’udienza di Appello del processo sull’omicidio di Attilio Romanò, vittima innocente di camorra, assassinato il 24 gennaio 2005 nel negozio di telefonini dove lavorava per un errore di persona. I due pentiti sono Gennaro Puzella, ex killer al soldo dei Di Lauro, e Antonio Accurso, ex reggente della Vanella Grassi e un tempo inserito nel ‘braccio militare’ dei Di Lauro. Il killer infatti, Mario Buono (già condannato all’ergastolo) credeva di avere di fronte il nipote del boss Rosario Pariante. In questo processo Marco Di Lauro è accusato di essere il mandante di quell’agguato.

La deposizione dei verbali ha incontrato la netta opposizione di Gennaro Pecoraro e Sergio Cola, avvocati di Di Lauro, che hanno puntati il dito contro gli inquirenti: “Si tratta di dichiarazione risalenti al 2014 che potevano essere tranquillamente inserite tempo fa”.