Erano stati arrestati lo scorso giugno a seguito di un’operazione coordinata dalla Questura di Caserta, con l’accusa – a vario titolo – di associazione a delinquere e la commissione di varie rapine ad istituti di credito (banche ed uffici postali) con la tecnica del buco.
Era stato sottoposto alla custodia cautelare in carcere, ma nei giorni scorsi il GIP del Tribunale di Napoli Nord gli ha concesso gli arresti domiciliari presso la rispettiva abitazione. Si tratta di Antonio Martori, difeso dall’avvocato Luigi Poziello, detenuto presso la casa circondariale di Taranto.
Antonio Martori era stato arrestato lo scorso anno anche con l’accusa di sequestro di persona a scopo estorsivo aggravato dal metodo mafioso (clan Mazzarella) per aver cercato di recuperare la propria autovettura Audi RS3, noleggiata a Giugliano e fatta sparire da due uomini di Napoli.
NAPOLI. Una vera e propria organizzazione paramilitare capace di mettere a segno rapine chirurgiche, in grado di generare bottini di capogiro: persino superiori ai 300mila euro. Un gruppo criminale specializzato nella cosiddetta “tecnica del buco”, abile come nessuno di muoversi nei sotterranei delle città per spuntare direttamente nei caveau degli istituti di credito. Le attività investigative, condotte dagli uomini della Squadra mobile di Caserta, sono scattate all’indomani della spettacolare rapina del 16 gennaio 2023 ai danni della Banca Popolare di Novara, a Giugliano.
In quell’occasione, i banditi armati e con i volti coperti fecero irruzione nei locali sbucando da un tunnel collegato direttamente alla rete fognaria. Un blitz fulmineo che, grazie ai primissimi riscontri sul campo, permise agli inquirenti di identificare subito i presunti pali dell’assalto. All’alba di ieri la prima stura all’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli Nord. Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per Beniamino Belfiore, Antonio Chiariello, Domenico Chiariello, Antimo Di Matteo, Giuseppe Giappone, Giuseppe Hachroun e Antonio Martori.
Sono stati invece disposti gli arresti domiciliari per Antonio Foliniello, Simone Gigante, Francesco Pio Staterini(nipote del ras del rione Sanità Patrizio Vastarella), Pio Giuseppe Saulino e Francesco Russo. Il prosieguo delle indagini, dopo il colpo del 2023, supportato da intercettazioni e sofisticate attività tecniche, ha permesso di fare luce su un raggio d’azione ben più ampio. Al gruppo vengono infatti contestati altri due tentati colpi, pianificati con lo stesso identico modus operandi, ai danni degli uffici postali di Giugliano e Villaricca.
Il quadro emerso delinea una vasta associazione per delinquere, strutturata su una rigida e scientifica ripartizione dei ruoli per i reati contro il patrimonio e in materia di armi. I membri della banda entravano in azione protetti da tute integrali, guanti di gomma, cappucci e mascherine: dopo aver risalito i canali fognari, praticavano un foro di appena 40-50 centimetri nel pavimento per espugnare gli obiettivi. L’organizzazione, stando a quanto emerso dalle indagini, aveva impiantato la propria base logistica in due bar di Giugliano: è qui che venivano pianificati i colpi e gestita la cassa comune, necessaria alla pianificazione degli assalti.
Il vertice della holding sarebbe stato rappresentato da Antonio Chiariello, Giuseppe Hachroun e Antimo Di Matteo. Complessivamente sono diciassette gli indagati, ma solo per dodici di loro il gip ha disposto gli arresti. Per stringere il cerchio attorno ai sospettati è stato necessario un vero e proprio maxi-blitz: insieme alla Squadra mobile e ai commissariati della questura di Caserta, ieri mattina sono scesi in campo gli uomini del Reparto Prevenzione Crimine, le unità cinofile e un elicottero della Polizia di Stato.


