Ancora tensione in carcere, sei agenti aggrediti nella notte a Santa Maria Capua Vetere

Carcere Santa Maria Capua Vetere
Carcere Santa Maria Capua Vetere

Ancora tensione nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Dopo la notifica degli avvisi di garanzia a 44 agenti indagati per il presunto pestaggio di alcuni detenuti, continuano i disordini nel penitenziario. Poche ore dopo la consegna dei provvedimenti, i poliziotti erano saliti sui tetti del carcere in segno di protesta, mentre nelle celle ‘esplodeva’ la festa. Una situazione infuocata quella del penitenziario casertano dove alcuni parenti dei detenuti hanno esploso fuochi d’artificio per festeggiare i 44 provvedimenti.

Nella notte tra venerdì e sabato sono proseguiti i disordini. Sei agenti, infatti, hanno subito un’aggressione da due detenuti extracomunitari che hanno dato fuoco ad una cella. I sei operanti hanno subito un pestaggio durante il trasporto in infermeria dei detenuti si sono scagliati addosso ai poliziotti mettendo a soqquadro sia la sezione che l’intero corridoio. Tre agenti sono finiti in ospedale per le ferite riportate: uno lamenta un trauma cranico provocato da un colpo di sgabello.

Ne da notizia Gennarino De Fazio, per la UILPA Polizia Penitenziaria nazionale, il quale poi commenta: “Dopo l’eccessiva platealizzazione dell’operazione di polizia giudiziaria condotta giovedì scorso nei confronti di decine di appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria in servizio presso il carcere sammaritano, perdurano inevitabilmente le tensioni. Ribadiamo la nostra incondizionata fiducia negli organini inquirenti e chiediamo sia fatta al più presto piena luce sugli accadimenti delle settimane scorse. Siamo altresì convinti che l’operazione andasse condotta con ben altre modalità e con maggiore attenzione”.

“Soprattutto, però – spiega il leader della UILPA Polizia Penitenziaria –, anche dopo i ‘festeggiamenti’ dei detenuti alla notizia dell’operazione nei confronti degli appartenenti alla Polizia penitenziaria coinvolti, s’impongono urgenti misure di opportunità da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria onde evitare che denunciatori e denunciati continuino a permanere a stretto contatto”.