I medici rassicurano: “I numeri sono sopra la media ma non c’è nessuna epidemia”. In ogni caso l’impennata di casi di epatite A, concentrata tra Napoli e provincia, continua a suscitare preoccupazione e, soprattutto, a raccomandare prevenzione. I ricoverati nell’ospedale Cotugno, presidio infettivologico di riferimento, sono saliti domenica a 53 rispetto ai 50 di sabato. Tutti casi non gravi, ripetono i sanitari insistendo però sull’ esigenza di massima attenzione nel rispetto delle raccomandazioni.
Casi Epatite A, il consiglio degli esperti vaccinatevi
Vaccinare i soggetti fragili, è il consiglio degli esperti, e soprattutto evitare assolutamente il consumo di frutti di mare crudi: le ordinanze di divieto nei pubblici esercizi si moltiplicano, da Napoli a Benevento ad Avellino. La vendita di frutti di mare regolarmente tracciati non è vietata e il consumo del prodotto ben cotto è ritenuto sicuro, ma il virus della preoccupazione è più contagioso di ogni vibrione e quindi pescherie e grande distribuzione lamentano il brusco calo degli acquisti.
Il sospetto dei frutti di mare di Natale
I carabinieri del Nas intensificano i controlli e i sequestri dei mitili di cui non è possibile stabilire la provenienza, proibiti in ogni circostanza ma ora ritenuti a maggior ragione pericolosi. Ai frutti di mare crudi, probabilmente consumati durante le feste natalizie considerando la lunga incubazione della malattia, sembra riferita la stragrande maggioranza dei contagi.
“Tutti i pazienti che ho visitato hanno raccontato di averne mangiati”, spiega il dottor Raffaele Di Sarno, responsabile del pronto soccorso infettivologico del Cotugno. I ricoverati, ricorda, “hanno tra i 30 e i 40 anni e sono affetti da epatiti non complicate, che al momento non destano preoccupazione”.
Epatite A: “Contagio partito da cozze e ostriche provenienti da Nisida, Bacoli e Varcaturo”


