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mercoledì, Maggio 25, 2022
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Choc in carcere, detenuto strangola e uccide il compagno di cella


Un detenuto sessantenne è stato arrestato dalla polizia penitenziaria con l’accusa di avere strangolato il compagno di cella quarantenne nel carcere di Caltagirone (Ct). L’uomo ha confessato il delitto, scoperto due giorni fa, ma reso noto adesso dalla Procura di Caltagirone che ha chiesto al gip la convalida del provvedimento e l’emissione di un’ordinanza cautelare. Secondo un primo esame del corpo, l’omicidio, causato da “asfissia meccanica violenta da strangolamento”, sarebbe “avvenuto almeno 48 ore prima del rinvenimento del corpo”. Le indagini sono coordinate dal procuratore Giuseppe Verzera e dal sostituto Natalia Carrozzo. 

“Questa volta è toccato alla Casa Circondariale di Caltagirone. Perché nelle carceri italiane si nasce, come dimostrano i parti avvenuti a Rebibbia e a Pontremoli, si spara, come accaduto a Frosinone, e si viene strangolati, come successo a Caltagirone. In altre parole, come abbiamo ripetuto in altre circostanze, si tratta solo di scoprire cosa e dove, ma è assolutamente certo che qualcosa di grave accadrà, stante la conclamata inefficienza del sistema. E tutto questo nella totale indifferenza della politica e del Governo, che talvolta danno vita a vere proprie passerelle, come quella cui abbiamo assistito con la visita del Presidente del Consiglio Draghi e della Ministra della Giustizia Cartabia a Santamaria Capua Vetere, ma che non assumono provvedimenti tangibili e risolutivi”.

Queste le dure dichiarazioni di Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria, a seguito dell’omicidio per strangolamento di un detenuto ad opera di un altro recluso avvenuto in una cella del carcere di Caltagirone e di cui si è appresa la notizia stamani.

De Fazio poi aggiunge: “il Corpo di polizia penitenziaria è stremato, sottodimensionato – secondo uno studio condotto dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – di 18mila unità, mal equipaggiato, spesso senza guida, atteso che molte carceri sono prive di Direttore e/o Comandante del reparto titolare, sottoposto a pressioni enormi e, non per ultime, alle aggressioni dei detenuti, che superano le 3 al giorno, contando solo quelle più gravi. A Caltagirone, a fronte di 400 detenuti presenti, prestano servizio solo 177 appartenenti alla Polizia penitenziaria, quando ne sarebbero necessari almeno 250”.  “La ministra Cartabia – prosegue il Segretario della UILPA PP –, citando Calamandrei, continua a ripetere che per conoscere il carcere bisogna aver visto, noi ci chiediamo e le chiediamo cos’altro occorra ancora vedere perché la politica e il Governo si destino dal torpore in cui giacciono, almeno sulle politiche penitenziarie, e promuovano azioni d’intervento efficaci e risolutive, delle quali non si rinvengono tracce nemmeno nel disegno di legge di bilancio all’esame del Parlamento”.

 “Anche per questo – conclude – aderiremo idealmente, ma con ferma convinzione, allo sciopero generale di 8 ore proclamato da CGIL e UIL per il 16 dicembre prossimo e saremo presenti con delegazioni di dirigenti, iscritti e simpatizzanti, liberi dal servizio, alla manifestazione nazionale che si terrà in Piazza del Popolo a Roma e alle altre quattro manifestazioni territoriali di Bari, Milano, Palermo e Cagliari”.

 

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