HomeCronacaEstorsioni ad Arzano, ritrovata la lista delle vittime del clan della 167

Estorsioni ad Arzano, ritrovata la lista delle vittime del clan della 167

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Braccio armato, spacciatore, estorsore e infine collaboratore di giustizia. Questo è l’excursus criminale percorso da Gennaro ‘Genny’ Salvati nel clan della 167 di Arzano: il 23enne ha rilasciato diversi verbali ai pm della DDA di Napoli e ha consegnato 4 fogli in cui sono contenuti i nomi delle vittime delle estorsioni. Nel giro del racket l’ex giovane affiliato sarebbe stato affiancato da Andrea Olivello e alla fine avrebbero consegnato la questua criminale al reggente Antonio Caiazza, uomo di fiducia del boss detenuto Giuseppe Monfregolo. 

“Esisteva una lista delle vittime”, l’incubo del racket ad Arzano

Salvati ha vessato i titolari di un noto ristorante, di una pizzeria, di una sala scommesse, di un garage, di un’officina e di un caseificio. Nel marzo 2026 Genny ha svelato ai magistrati come funzionava ad Arzano: “Ho iniziato a occuparmi delle estorsioni per conto del clan dal mese di ottobre/novembre 2025, prendendo il posto di Mattia Rea, dopo che lui e Sasi Romano furono cacciati su ordine di Caiazza da Arzano. Esisteva una lista in cui erano indicate tutte le vittime di estorsione, quella lista era in possesso di Caiazza e io ne avevo una foto sul cellulare, che mi è stato sequestrato“.

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“Incassavano 7500 euro al mese”

Il 23enne avrebbe spiegato ai magistrati della DDA molti dettagli in merito alle tempistiche nella riscossione e degli incassi mensili: “Nella maggior parte dei casi andavo con Olivello a fare le estorsioni, andavamo dalle vittime a prendere i soldi tutti i mesi, dal 25 al 28 di ogni mese… A partire dal mese di gennaio 2026 abbiamo iniziato a prendere anche per le tabacchiere, un meccanico… Io andavo sempre con la lista, erano circa una decina e incassavamo tra i 7000 e i 7500 euro al mese… Non ho mai usato violenza contro le vittime di estorsione perché hanno sempre pagato, era un sistema creato da Peppe Monfregolo, che era esistente e consolidato da anni… Dopo aver fatto il giro dei soldi, portavamo quello che avevamo recuperato a CaiazzaCaiazza aveva un’altra lista, relativa alle estorsioni delle cosiddette tre volte e cioè Natale, Pasqua e Ferragosto“. 

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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