Clan Mallardo, il pentito Filippo Caracallo condannato per due omicidi

Il pentito Filippo Caracallo
È stato condannato a 16 anni di reclusione per due omicidi il collaboratore di giustizia Filippo Caracallo di Giugliano, ritenuto appartenente al clan Mallardo. Il tribunale di Napoli con sentenza nr. 867 lo ha condannato a 16 anni di reclusione per associazione di stampo mafioso (art. 416 bis codice penale) e per due efferati omicidi: quello di Di Lorenzo Mario avvenuto il 12.10.1996 e l’omicidio di Pollastro Vincenzo, avvenuto il 25.02.1998. A Filippo Caracallo è stata riconosciuta  l’attenuante della collaborazione di giustizia.
La condanna è del 30 maggio ma la notizia è emersa solo nei giorni scorsi con l’emissione dell’ultima ordinanza di custodia cautelare a carico di Napolano Marino, Poziello Vincenzo Fabio e Vitiello Francesco, accusati di aver commesso una estorsione aggravata dal metodo mafioso per conto del clan Mallardo ai danni di una ditta edile che stava effettuando dei lavori di ristrutturazione a Giugliano. I tre uomini, difeso dagli avvocati Luigi Poziello, Raffaella Terrestre e Sergio Aruta, sono detenuti presso il carcere di Secondigliano in attesa dell’udienza davanti al tribunale del riesame di Napoli.

Il precedente

“Ho ucciso per il clan Mallardo”, il neo pentito Caracallo confessa: è detenuto per omicidio

Ha dichiarato di essere responsabile di diversi omicidi per conto del clan Mallardo e di essere detenuto proprio con quest’accusa. A parlare è Filippo Caracallo, ultimo pentito del clan Mallardo. Ieri abbiamo rivelato in anteprima il nome del collaboratore di giustizia, ecco le prime dichiarazioni contenute nel verbale di interrogatorio rilasciate al capitano Antonio De Lise della Compagnia dei Carabinieri di Giugliano e al pm della DDA di Napoli  Graziella Arlomede e depositate nell’ambito del processo sul Mog.

 motivi del pentimento

Come anticipato, così come Giuliano Pirozzi, anche Caracallo temeva di essere ucciso. “Ho iniziato la mia collaborazione dal 6 aprile 2018 da libero perché essendo cambiata la gestione all’interno del clan ed avendo avuto sentore che era stata decisa la mia eliminazione, ho deciso di cambiare vita a tutela della mia incolumità e riferire tutto quanto a mia conoscenza”.

La paternità degli omicidi

“Nell’ambito del progetto collaborativo ho riferito di numerose condotte di rilevanza penale sia a carico di terzi che a mio carico per le quali né io né i miei correi eravamo stati sottoposti ad indagine tant’è che oggi sono detenuto per omicidio. Mi sono  attribuito la paternità di diversi omicidi, tentati omicidi, estorsioni oltre che l’appanenenza al Clan Mallardo dall’anno 1991 circa al momento della mia dissociazione e successiva collaborazione. Ho avuto nell’ambito del Clan, a partire sin dai primi anni 2000, un ruolo di rilievo avendo compiuto già all’epoca diversi omicidi e questo è il motivo per il quale ho avuto cognizione di diverse vicende anche se le stesse non mi vedevano direttamente interessato. Mi riferisco in particolare, per quanto di suo interesse, alla gestione del Mercato Ortofrutticolo di Giugliano a partire dal 2009-2010 circa, fatti di cui ho avuto conoscenza diretta per essere stato presente a diverse discussioni e riunioni alle quali prendevano parte gli allora reggenti”.