Virus cinese, 132 morti. Toyota, McDonald’s e Starbucks sospendono la produzione

E’ di 132 morti e circa 6mila persone infettate l’ultimo bilancio ufficiale del coronavirus cinese. Rallentano i contagi giornalieri: 600 in meno ieri rispetto a due giorni fa. Ma hanno già superato quelli per la Sars nel 2002-2003. Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato il loro primo caso. Duecento giapponesi sono rientrati stamani con un volo charter da Wuhan a Tokyo. Oggi ne decolla uno da Parigi. Stamani vertice alla Farnesina sulle linee guida per il rientro degli italiani.

Le autorità cinesi hanno accertato 11 nuovi casi a Pechino e 16 a Shanghai, dove si è registrato il quinto caso di un paziente che ha superato l’infezione dopo i trattamenti in ospedale.

Si susseguono misure di protezione rispetto alla diffusione del virus. Le prove di Coppa del mondo di sci, previste in Cina a febbraio, sono state annullate. La British Airways ha deciso di sospendere tutti i voli da per la Cina. Toyota ha interrotto la produzione in Cina fino al 9 febbraio, per i timori che l’infezione da coronavirus si diffonda ancora più rapidamente. Starbucks ha annunciato la chiusura temporanea di metà dei propri punti vendita in Cina. Pochi giorni fa anche McDonald’s aveva annunciato una decisione simile.

I casi di coronavirus confermati nella giornata di ieri sono 1.459, meno dei 2.077 registrati nella giornata di lunedì, a segnalare un possibile inizio del rallentamento del contagio. I casi sospetti si attestano a 9.239. Sono 103 le persone che hanno superato l’infezione e che sono state dimesse dopo il ricovero ospedaliero. Nel conteggio della cosiddetta Grande Cina – includendo Hong Kong, Macao e Taiwan – i casi confermati sfiorano le 6.000 unità, a quota 5.997.