Emergenza Coronavirus, rinviato processo sull’omicidio di camorra avvenuto a Mugnano

Udienza rinviata, c’è l’emergenza Coronavirus. E’ questo quanto accaduto questa mattina presso il tribunale di Napoli dove doveva tenersi un’udienza per l’omicidio di Eugenio Santoro e il tentato omicidio di Andrea Parolisi avvenuto a Mugnano il 19 dicembre del 2006 (insieme all’omicidio Cipolletta) Il raid fu compiuto da un gruppo di fuoco composto da affiliati del clan Lo Russo, ed operante per conto dei vertici del clan Amato-Pagano. I due gruppi all’epoca, come dimostrato da numerose sentenze, erano infatti alleati, in un intreccio di affari criminali e di favori reciproci, tra cui omicidi commessi da gruppi di fuoco composti da affiliati ad entrambi i clan.

Un agguato riuscito a metà perchè i killer non riuscirono a uccidere entrambi ma solo Santoro mentre Parolisi, dopo essere sfuggito al commando di morte, si rifugiò presso il commissariato di Giugliano prima di diventare collaboratore di giustizia. Un omicidio legato a quello di Salvatore Cipolletta, avvenuto nell’aprile del 2008: Cipolletta era stato delegato dagli scissionisti a uccidere Santoro e Parolisi ma qualche tempo dopo sarebbe stato liquidato dal suo stesso clan perchè voleva gestire autonomamente gli affari su Mugnano.

 

Per l’omicidio di Eugenio Santoro ed il ferimento di Parolisi sono imputati il boss Cesare Pagano, Raffaele Amato, Carmine Amato e i ‘mianesi’ Oscar Pecorelli, Raffaele Perfetto e Salvatore Silvestri. Per l’omicidio diSalvatore Cipolletta furono destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita un anno fa Cesare Pagano, Carmine Pagano, Biagio Esposito (oggi pentito) Rito Calzone e Carmine Amato, tutti già dietro le sbarre. L’udienza di questa mattina è stata rinviata per l’impossibilità di collegarsi in videoconferenza con il pentito Biagio Esposito a causa delle problematiche legate al Coronavirus.

 

Lo stesso Esposito aveva rilasciato accurate dichiarazioni ai magistrati sul delitto Cipolletta e sulla sua matrice:«Io e Carmine Calzone lo uccidemmo perchè aveva fatto entrare nel clan Salvatore Torino e Andrea Parolisi, che poi si pentirono». E’ il 26 novembre 2010 quando l’ex ras mise nero su bianco ciò che sapeva, anche per aver partecipato in prima persona all’omicidio.

Fu lui ad accusare Cesare Pagano e il nipote Carmine Amato: «L’omicidio è avvenuto nel 2008 nel rione lotto G. Le ragioni sono tanti ma lui aveva rapporti con troppe cosche diverse, tipo Sant’Antimo, Caserta e ciò non piaceva a Cesare Pagano – ha messo a verbale Esposito – non comprendeva perché mantenesse l’amicizia con soggetti anche di spicco di altri clan e venisse così a sapere fatti da questi. Era una cosa che Cesare Pagano non gradiva, ma non glielo aveva mai contestato apertamente. Quindi ne parlava con noi alle spalle e ciò era pericoloso perché se Cesare glielo avesse contestato apertamente, voleva dire che per lui era una cosa superabile. Diceva: io a questo Cipolletta non lo capisco».