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lunedì, Gennaio 24, 2022
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De Luca avvisa i cittadini della Campania: “Picco di contagio a gennaio”


Vincenzo De Luca è intervenuto nella diretta del venerdì pomeriggio in merito alla situazione covid in Campania. “Vogliamo tutelare la salute dei nostri concittadini, inoltre, non li priveremo degli interventi urgenti della cardiologia, ostetricia e oncologia. Il picco del nuovo contagio ci sarà a gennaio, dopo scenderemo rispetto ai ricoveri giornalieri. Per 3 mesi abbiamo avuto i centri vaccinali vuoti, oggi ci sono affollamenti. Volevamo tenere aperte anche le attività economiche. Siamo l’unica regione che ha mantenuto l’obbligo della mascherina all’aperto e limitare la movida dopo le ore 22. – dice il Governatore –  In Italia manca il controllo, solo una finta dopo i decreti legge del Governo. Sarebbe stata grave la chiusura dopo la mezzanotte alla luce del contenimento del contagio? Oggi il personale sanitario è al limite della resistenza. Il Governo ha impugnato un’ordinanza della regione Campania che era molto equilibrata. Volevamo prendere 2 settimane di respiro per le vaccinazioni. C’è stata una posizione offensiva davanti alla Regione Campania perché hanno impugnato l’ordinanza alle 22:15 di domenica sera. In questo momento in 111 Comuni non si sono aperte le scuole. Il Governo ha fatto propaganda”. 

La Campania verso la zona gialla

La Valle d’Aosta rischia di passare dal colore giallo a quello arancione. La Campania di cambiare zona, da bianca a gialla. Dalle tabelle del monitoraggio della cabina di regia con i principali dati, dall’incidenza all’occupazione dei posti letto in area medica e in terapia intensiva, che l’Adnkronos Salute ha avuto modo di leggere, la Valle d’Aosta ha per i ricoveri superato la soglia del 50% (53,5%) e per le terapie intensive è arrivata al 21,2%. Entrambi i parametri superano le soglie per finire in zona arancione che sono: il 20% di posti in terapia intensiva occupati dai pazienti Covid e il 30% dei posti nei ricoveri ordinari. La Sicilia si avvicina molto, è arrivata al 33,9% per l’area medica e al 19,4% per le terapie intensive. Situazione simile per il Friuli Venezia GiuliaPiemonte Liguria.

L’elenco dell’Italia in giallo è molto lungo: Lombardia, Lazio, Abruzzo, Toscana, Valle d’Aosta. Emilia Romagna, Piemonte. Sicilia, Liguria, Marche, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Calabria, province autonome di Trento e Bolzano. In zona bianca invece: Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Umbria. Per il passaggio in zona gialla i parametri sono: il tasso di occupazione dei posti letto ospedalieri nei reparti ordinari al 15% e quello nelle terapie intensive al 10%. La Campania, nei dati di oggi, è al 25,8% per le aree mediche e 10,6% per le terapie intensive. È quindi a forte rischio di cambiare zona. La Puglia è a ridosso, al 17,8% per le prime e al 10% per le seconde. Mentre l’Umbria si salva di poco, è al 32,3% per le prime e al 9,4% per le seconde.

 

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