Tra decessi, scarcerazioni, arresti eccellenti, sequestri e confische gli assetti del clan Mallardo continuano ad essere mutevoli. Il decesso di Vincenzo D’Alterio, ‘o malat, per anni ras dei Mallardo, apre uno vuoto nella cosca di Giugliano. Quello di D’Alterio non era affatto un ruolo marginale all’interno del clan. Lo dimostra la condanna che D’Alterio ha avuto nell’ambito dell’operazione “Big sick” in cui  finirono in manette diversi affiliati.

Era lo scorso novembre quando D’Alterio lasciò il carcere di Tempo Pausania, in Sardegna, dove era detenuto in regime di massima sicurezzaIl tribunale di Sorveglianza di Sassari, a seguito dell’udienza, scarcerò l’esponente del clan Mallardo, accogliendo la tesi difensiva presentata dall’avvocato Salvatore Cacciapuoti. Fu sollevata l’incompatibilità col regime carcerario per gravi motivi di salute (enfisema polmonare e altre patologie respiratorie). D’Alterio doveva scontare 11 anni e 4 mesi ed era detenuto da 1 anno a Tempio Pausania.

D’Alterio fu arrestato nell’ambito dell’operazione denominata “Big sick” in cui  finirono in manette diversi affiliati. Tra questi anche un noto medico che finì in carcere perché secondo le indagini della Finanza, emetteva false attestazioni nei confronti di Vincenzo D’Alterio “propedeutiche – scrivevano nel provvedimento – al riconoscimento della infermità mentale, che gli hanno consentito l’ottenimento non solo dei benefici carcerari ma anche di specifici emolumenti previdenziali”.

La scarcerazione di Pinucc o toro

E’ completamente libero, avendo espiato totalmente la pena che gli era stata comminata, Giuseppe Strino, conosciuto negli ambienti del clan Mallardo col soprannome di Pinuccio ‘o toro. Strino (difeso dagli avvocati Luigi Poziello del foro di Napoli Nord e Costanza Malerba del foro di Prato) è stato scarcerato per fine pena. L’ultima condanna, incassata in Appello, a carico di Strino risale al 2016. Le accuse nei suoi confronti erano di associazione a delinquere aggravata dall’art. 7 ed estorsione. Da allora Strino è rimasto in carcere fino alla completa espiazione della pena

Clan Mallardo, torna in cella Domenico Pirozzi: ‘o pesante arrestato in una palestra tra Giugliano e Villaricca

Domenico Pirozzi, meglio conosciuto come “Mimì o pesante”, fu scarcerato nel febbraio 2019 per scadenza dei termini di custodia cautelare. E’ ritenuto dagli inquirenti appartenente al gruppo dedito alle rapine a banche e uffici postali. Pirozzi fu ritenuto all’epoca dell’arresto organizzatore ed esponente apicale dell’associazione per delinquere.

In cella Giuliano Amicone: elemento di spicco del clan Mallardo

Giuliano Amicone, già sottoposto alla Sorveglianza Speciale di P.S. deve scontare una pena di 8 anni di reclusione. Le accuse sono di estorsioni aggravate dal metodo e dalle finalità mafiose. Commesse ai danni di imprenditori edili della zona.

E’ morto Filippo Caracallo, pentito del clan Mallardo

E’ decedutoil pentito del clan Mallardo, Filippo Caracallo. A certificarlo, una nota del Servizio centrale di Protezione Le dichiarazioni di Caracallo sono state utilizzate nell’ambito di numerosi procedimenti contro il clan, del quale l’uomo aveva fatto parte.

 

“Alleanze con le altre cosche e affari con la politica, il clan Mallardo comanda sempre nonostante arresti e scissioni”

Un clan ancora forte e dominante, che non è stato scalfito nè dagli arresti nè dai tentativi di scissione. Un clan a due teste, che da una parte continua a coltivare le alleanze con le altre cosche e dall’altra ha rapporti con la politica locale. Questa la fotografia scattata dalla Dia del Clan Mallardo nell’ultima relazione pubblicata ieri.

I magistrati scrivono: “Il comprensorio di Giugliano fa rilevare la diffusa influenza dello storico clan Mallardo, componente di vertice nell’alveo dell’Alleanza di Secondigliano,

con un ruolo di straordinaria centralità nelle dinamiche decisionali e strategiche del predetto cartello. Il clan, forte del prestigio acquisito nel tempo, continua a mantenere solidi legami familiari con i i Contini, i Licciardi, i Bosti nella città di Napoli, ottime relazioni con i Nuvoletta, Polverino, Orlandodi Marano di Napoli, con i clan Ferrara-Cacciapuoti di Villaricca  nonché e tramite suoi referenti, anche a Qualiano, dove operano i gruppi satellite D’Alterio-Pianese e De Rosa, tra loro antagonisti. Peraltro, è in rapporti con il clan dei Casalesi in particolare con il clan Bidognetti, fino a realizzare un cartello con i Licciardi ed i Casalesi chiamato convenzionalmente “gruppo misto”.

Da pochi mesi è ritornato libero però un altro pezzo da 90: Domenico Pirozzi meglio noto come Mimì ‘o Pesante, ritenuto a capo della batteria di rapinatori del Selcione con colpi che avrebbe portato soldi anche nelle casse della cosca. Per lui alla fine dello scorso febbraio sono scaduti i termini della custodia cautelare. L’ultima scarcerazione eccellente è quella di Giuseppe Ciccarelli, ras ritenuto dagli inquirenti uno dei reggenti nel territorio della fascia costiera. Era stato condannato a 10 anni e 8 mesi in Appello nell’inchiesta denominata Grande Malato con il blitz del 2015. Nel mirino dei militari del Gico, era finita l’ala militare che sarebbe stata capeggiata da Vincenzo D’Alterio detto ‘o Malato, lo stesso Ciccarelli e Giuliano Pianese.

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