Il giovane, arrestato nel febbraio 2024 con le accuse di rapina in concorso e tentato omicidio, era stato autorizzato a uscire dal carcere per lavorare in una colonia agricola della zona. Al termine dell’attività, però, non è rientrato nella struttura detentiva. Originario di Maddaloni, prima dell’arresto risiedeva nel campo rom di Caivano. La fine della sua pena era prevista per il 31 maggio 2029.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindacato di Polizia penitenziaria Uspp, che ha richiamato l’attenzione sulle carenze di organico nella struttura casertana. «La polizia penitenziaria svolge un ruolo fondamentale per la sicurezza collettiva e per il funzionamento del sistema penitenziario, ma tale ruolo deve essere sostenuto con strumenti adeguati, personale sufficiente e disposizioni operative chiare», hanno dichiarato Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, rispettivamente presidente e segretario regionale dell’organizzazione sindacale.
I rappresentanti dell’Uspp hanno inoltre denunciato la mancanza di 40 agenti rispetto alle necessità del carcere di Carinola, chiedendo interventi per rafforzare il personale e garantire condizioni operative adeguate.


