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Domenico morto al Monaldi, l’espianto avvenuto 4 minuti prima dell’arrivo del cuore sano

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Il cuore malato del piccolo Domenico è stato espiantato prima dell’arrivo del cuore prelevato a Bolzano, precisamente alle 14:18 mentre il via libera dell’arrivo dell’organo è giunto solo alle 14:22.

A cui se ne devono aggiungere almeno altri 10 stimati nel tempo impiegato dall’equipe per arrivare in sala operatoria.

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Emerge dalle testimonianze rese dai sanitari ascoltati dalla Procura di Napoli che indagano sul trapianto di cuore fallito che ha poi determinato il decesso del piccolo Domenico. Dalle testimonianze emergerebbero anche momenti di forte tensione, il 10 febbraio scorso, nel corso di una riunione a cui ha partecipato anche il cardiochirurgo Guido Oppido, che ha impiantato il cuore danneggiato.

Al centro della disputa la tempistica dell’espianto del cuore relativamente all’arrivo dell’organo prelevato a Bolzano. Si sarebbe trattato di una riunione particolarmente accesa durante la quale Oppido ha anche sferrato un calcio a un termosifone.

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Federconsumatori Campania ha illustrato in una conferenza stampa, l’esposto presentato in Procura a Napoli in cui si evidenziano le “gravi criticità circa la messa a norma e in sicurezza del centro trapianti” che, viene sottolineato dall’associazione, avrebbero interessato l’intero percorso di trapiantologia pediatrica e non solo.

L’esposto, annunciato nei giorni scorsi, riguarda il caso del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e 4 mesi morto dopo un trapianto di cuore fallito all’ospedale Monaldi.
Federconsumatori Campania fa sapere di avere documentato quelle che ritiene siano gravi mancanze di vigilanza, controllo e rigore procedurale da parte delle istituzioni sanitarie competenti alle verifiche, “a partire dalla Direzione generale della sanità campana”, rimarcando come “sin dall’inizio non si sia tenuto conto delle evidenti non conformità operative, strutturali ed organizzative, certificando con il rinnovo dell’autorizzazione la prosecuzione dell’attività trapiantologica senza il previo compimento dei necessari adeguamenti strutturali e procedurali”.

“Abbiamo fallito. Dopo il caso di Pamela – ha affermato Carlo Spirito, avvocato della Federconsumatori Campania APS – ci eravamo ripromessi di mettere al sicuro i futuri piccoli pazienti e difendere il loro diritto alla salute. Le carte oggi ci confermano che avevamo ragione. Abbiamo fatto tutto il nostro dovere di associazione di tutela, ma non è bastato. Domenico ci dice che abbiamo fallito lo stesso”.

L’iniziativa di Fedeconsumatori parte dall’ispezione, avvenuta a cavallo dei tragici fatti che hanno portato alla morte della piccola Pamela Dimitrova nel 2024, all’incirca la stessa età di Domenico. “Tale ispezione, del Centro Nazionale Trapianti – ha spiegato il presidente Giovanni Berritto – nasce da nostro impulso. C’è un verbale ispettivo a noi reso noto solo questo febbraio 2026, ma che ci risulta essere in possesso tanto della Direzione Generale Sanità Campana che dell’Azienda Ospedaliera dei Colli da tempo. Addirittura, ci sarebbe un cronoprogramma concordato con il CNT che prevedeva la realizzazione del reparto dedicato ai trapianti entro il marzo del 2025, deadline chiaramente disattesa”.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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