Colloqui ridotti e contatti vietati, cambia la ‘tecnica’ per introdurre droga in carcere

Poggioreale - scambio di droga
Poggioreale - scambio di droga

Colloqui ridotti e contatti vietati a causa del Covid, cambiano le modalità per introdurre la droga all’interno delle carceri.  Anche nel carcere di Poggioreale è cambiato il protocollo per le consuete visite ai detenuti. Il coronavirus, così come accaduto in tutto il Paese, ha avuto le sue ripercussioni anche nello svolgimento dei colloqui nel penitenziario napoletano. Un solo incontro settimanale, solo due congiunti ammessi e le norme di distanziamento hanno ridotto anche le possibilità di scambi ‘illeciti’. Se fino alla dichiarazione di emergenza sanitaria i tentativi, più volte sventati dalla Polizia Penitenziaria, di ‘passaggi’ illeciti – principalmente di droga e cellulari – erano all’ordine del giorno, le nuove misure adottate nel penitenziario hanno reso impossibile ogni contatto. Scambi di scarpe e fugaci sfioramenti utilizzati in passato hanno lasciato il posto a nuovi metodi per l’immissione di droga nella casa circondariale napoletana.

La droga in carcere

Gli agenti della sezione investigativa del carcere di Poggioreale, da sempre impegnati ad arginare l’introduzione di oggetti e sostanze vietate tra le mura del penitenziario, hanno dunque intensificato i controlli sulla corrispondenza. Azzerata la possibilità di ‘passaggi’ sottobanco, l’unico ‘canale’ aperto tra l’esterno e l’interno del carcere resta proprio quello dei pacchi su cui i controlli si sono fatti via via più serrati. Gli accertamenti sulla corrispondenza hanno permesso, durante l’emergenza covid, di rinvenire una cospicua quantità di sostanza stupefacente occultata tra alimenti e vestiti. Arance, indumenti e perfino pacchi di salsicce sono diventati i nuovi vettori di droga destinati allo spaccio all’interno del carcere.

Droga nascosta nelle salsicce

Ventiquattro involucri contenenti cannabinoidi sono stati sequestrati nelle scorse ore nel carcere di Poggioreale nel corso del consueto controllo dei pacchi destinati ai detenuti. Il personale della Polizia Penitenziaria ha rinvenuto, occultata in una confezione di salsicce, una cospicua quantità di sostanza stupefacente, provvedendo successivamente alla denuncia del mittente. Gli agenti dell’ufficio per le attività di polizia giudiziaria hanno intensificato i controlli della corrispondenza che quotidianamente giunge nel penitenziario napoletano. Le tecniche utilizzate per l’introduzione di droga sono in continua evoluzione. L’alto livello di attenzione degli agenti permette, però, di arginare il fenomeno dello spaccio tra le mura del penitenziario.