Due giovani della Vanella rapiti:«I Licciardi organizzarono un summit per salvarli»

E’ stato Giovanni Illiano, collaboratore di giustizia ed ex affiliato agli Amato-Pagano, a svelare ai magistrati particolari inediti sulla terza faida. I suoi verbali inediti sono contenuti nell’ordinanza di custodia cautelare firmata il mese scorso dal gip Francesco de Falco Giannone a carico di esponenti della Vanella Grassi e degli Abete-Abbinante per gli omicidi Tripicchio e Ursillo, omicidi che ‘inaugurarono’ la stagione di sangue che vide contrapporsi la Vanella Grassi e gli Abete-Abbinante.

«Durante un incontro alla Masseria Cardone tra la Vanella e gli Abete-Abbinante quest’ultimi sequestrarono Carmine Pocci e Virgilio Giannino». Illiano ha poi spiegato:«Credo che li volessero uccidere, comprendendo che con la Vinella vi era stata una rottura, cagionata dal fatto che lo stesso giorno era stato ferito Riccio Diego. Pocci e Giannino erano legati in una macchina, mentre si decideva il loro destino. La Vanella, in persona di Antonio Mennetta, si reca alla Masseria Cardone, da Maria Licciardi per ottenere la liberazione di questi due ragazzi. Queste circostanze mi sono state raccontate da Fabio Magnetti in carcere a Secondigliano. Maria Licciardi alla Masseria organizzò un incontro tra esponenti degli Abbinante, tra cui Giovanni Esposito o’ muort, Pasquale o’ palloso mentre per la Vanella ci andarono Mennetta Antonio e Luigi Aruta, per come mi è stato riferito in carcere da Daniele D’Agnese, che aveva saputo dell’incontro da Raffaele Aprea. Costui riferì a D’Agnese che stava anche lui all’incontro o aveva avuto notizie dirette da chi vi aveva partecipato, Aprea è un esponente degli Abete Abbinante. In questo incontro Mennetta per come mi è stato riferito da Magnetti, disse a Giovanni o’ muort che Stanchi lo aveva ucciso lui».