Elezioni Giugliano. Trattative, accordi, spaccature e riappacificazioni: entra nel vivo la campagna elettorale

Tanto tuonò che piovve. Col passaggio di Andrea Guarino e Paolo Liccardo, paventato da tempo, nelle fila dell’opposizione l’Amministrazione Poziello è di fatto sotto con i numeri. Quella che dovrebbe essere la minoranza, infatti, è diventata in Consiglio la maggioranza. I numeri parlano chiaro: sono solo 13 i consiglieri che sostengono il primo cittadino (Francesco Iovinella, Agostino Palumbo, Giovanni Russo, Antonietta Russo, Giuseppe Di Girolamo, Domenico Cecere, Marianna Tartarone, Giulia Palma, Aniello Cecere, Roberto Russo, Martina Zenna, Carlo Carleo e Luigi Sequino) mentre l’opposizione può contare su ben 19 consiglieri cosi divisi: Pd (4), M5S (2), Socialisti (1), Giugliano bene comune (3), Forza Italia (2), Fratelli d’Italia (1), liste civiche Guarino (2), Cambiamenti (1), Udc (2) e Pasquale Casoria  (indipendente in odore di Forza Italia). Che sia sfiducia in Assise o dal notaio, si appresta dunque a terminare prima della scadenza naturale del mandato, previsto tra tre mesi, l’avventura di Poziello alla guida della città. C’è chi parla di venerdì per il giorno della sfiducia, altri di lunedì. Ma quando c’è da firmare per mettere tutto nero su bianco c’è sempre chi si defila all’ultimo minuto. Tre i consiglieri ‘assenti’ all’appuntamento figurano a turno Pasquale Casoria, Francesco Aprovitola e Migliaccio. Altra soluzione sarebbe quella di chiedere un consiglio comunale per mettere ai voti la sfiducia ma i tempi sono lunghi (un mese per la convocazione) ed anche in quel caso ci sarebbe il rischio di assenze. La sfiducia ad appena 3 mesi dalla scadenza del mandato più che un atto politico saprebbe solo di dispetto verso Poziello, soprattutto da parte di chi lo ha sostenuto fino a pochi mesi fa. Il primo cittadino da una parte potrebbe essere danneggiato da un’eventuale sfiducia ma dall’altra potrebbe sfruttare questa carta a suo favore utilizzando l’effetto ‘vittima’, cosa che ha già ha fatto nel 2015 quando fu silurato dal Pd dopo aver primeggiato alle primarie salvo poi prendersi la rivincita vincendo al primo turno e al ballottaggio.

Gli addii nella maggioranza

I passaggi di Guarino e Liccardo nelle fila della minoranza sono solo gli ultimi di una serie di fughe dalla maggioranza che, mese dopo mese, si è deteriorata perdendo pezzi per strada. Il primo ad abbandonare, pochi mesi dopo la nascita della consiliatura, è stato il socialista Rosario Ragosta. Nei successivi quattro anni, tranne qualche polemica e naturale scaramuccia, l’Amministrazione Poziello è andata avanti abbastanza tranquilla salvo poi cadere sotto i colpi degli scossoni nelle ultime settimane. Nulla ce ne vogliano i vari Pasquale Casoria, Giuseppe D’Alterio, Gennaro Di Gennaro, Paolo Liccardo e Andrea Guarino ma i loro passaggi nelle fila dell’opposizione, dopo aver governato per quatto anni in maggioranza, hanno il sapore solo di un riposizionamento in vista delle prossime elezioni amministrative e regionali. Niente di male né di illegale, s’intenda, ma abbandonare una maggioranza per presunte divergenze politiche e allo stesso tempo chiudere accordi con le coalizioni di centrosinistra e centrodestra, con cui fino a pochi mesi fa battibeccavano in Consiglio, in vista delle prossime elezioni può definirsi opportunismo politico e nulla più. Diversa, invece, è stata la scelta dell’ex consigliere Francesco Carlea, il quale ammettendo di aver fallito nello sposare il progetto politico di Poziello 4 anni fa, si è dimesso dalla carica ed annuncia di non volersi ricandidare alla prossima tornata, ma sosterrà il centrodestra.

Le mosse di Poziello

Intanto il primo cittadino sta lavorando da tempo alla coalizione che sosterrà la sua candidatura. Se da una parte ha perso diversi pezzi per strada, dall’altra, da politico scafato, ha tessuto nel corso degli anni nuovi rapporti e relazioni. Poziello ha già messo le mani (ed anche la sede) sul neo partito di Renzi ‘Italia Viva’. Lui, che dopo la lunga esperienza nel Prc era entrato nel Pd per smontare proprio la corrente renziana, rappresentato all’epoca dai topiani, oggi, orfano di un partito, ha messo più di un’ipoteca sul simbolo di Italia Viva. Hanno infatti aderito al partito suoi fedelissimi: Francesco Iovinella, Martina Zenna, Giovanni Russo, l’assessore Paolo Conte e il capostaff Guido Mariniello. Ma la fissa di Poziello resta sempre il ritorno nel Pd. Sfruttando gli ottimi rapporti con Nicola Caputo e Vincenzo De Luca, ha bussato più volte alla porta dei democrat ma l’ha trovata chiusa. L’ultimo termine per fare richiesta della tessera era il 31 gennaio scorso ma nessuna domanda è pervenuta. Messa da parte l’ultimo lumicino di speranza di rientrare nel Pd, Poziello continua da una parte nella costruzione della sua coalizione e dall’altra, da ‘animale politico’ qual è, a ‘distruggere’ i progetti politici altrui, cosa in cui è bravissimo. Resta il dialogo aperto con una frangia del Pd, quella rappresentata dai cosìdetti gerliniani che alla fine potrebbero decidere di appoggiare lui e non il Pd. L’obiettivo di Poziello è quello di arrivare ad almeno sei liste, così come fece nel 2015. Dell’attuale giunta seguirà sicuramente Poziello l’assessore Miriam Marino mentre Giulio Di Napoli presenterà sabato la sua lista a Varcaturo. Anche Luigi Sequino, nonostante i suoi tentativi di approccio col Pd, alla fine seguirà Poziello.

Il Pd

 Nel Pd si lavora alla costruzione di una coalizione larga. Nell’ultima assemblea degli iscritti si è deciso che, a differenza del 2015, non verranno effettuate le primarie per la scelta del candidato a sindaco. Inoltre è stata ratificata la volontà di istituire un tavolo interpartitico per stilare il programma di coalizione e individuare il candidato a sindaco. La nascita di Italia Viva ha tolto ben poco al circolo Pd di Giugliano. I renziani del Pd che erano rimasti all’interno del Pd non sono confluiti nel neo partito fondato dall’ex premier (su cui come scritto in precedenza c’è più di un’ipoteca da parte di Poziello) ma hanno scelto di convertirsi abbracciando il percorso tracciato dal nuovo segretario nazionale Zingaretti. Il dilemma più grande è la chiusura dell’accordo col M5S. Il Pd si è detto propenso a stringere un’alleanza programmatica con i grillini, sulla scia di quella nazionale. Se dovesse riuscire la mossa sicuramente sarebbe un bel colpo in termini di preferenze visto che le due compagini hanno un buon bacino di voti.

La coalizione di centrosinistra 

Riguardo ai candidati a sindaco in pole position per il Pd c’è l’attuale capogruppo e consigliere metropolitano Nicola Pirozzi, sconfitto proprio da Poziello alle ultime primarie del 2015. Oramai il suo nome circola da mesi, Pirozzi avrebbe già pronto anche alcune liste civiche a suo sostegno ma naturalmente per calarle nella competizione elettorale attende l’ufficialità sul suo nome, che però non è l’unico sul tavolo della coalizione di centrosinistra. Qualora si dovesse chiudere l’accordo col M5S sul tavolo potrebbe uscire fuori anche il nome di Nicola Palma come candidato a sindaco o in alternativa i grillini potrebbero indicare anche una persona della società civile. Anche gli altri soggetti della coalizione potrebbero proporre loro nomi all’interpartitico di centrosinistra che comprende, oltre al Pd, anche il Psi del redivivo Antonio Ferraro (che inaugurerà a giorni la nuova sede), la civica Giugliano Bene comune (che include i Verdi e pezzi di Articolo Uno dove è in corso una bagarre interna tra Mimmo Mallardo e Arcangelo Palumbo) e Polis. La formazione, formata in gran parte da giovani, si è presentata in grande stile, anticipando tutti, in una partecipata kermesse nella biblioteca comunale. L’associazione, fondata da Francesco Cacciapuoti, che ha organizzato in questi anni diverse iniziative sulle tematiche della legalità, ambiente e politiche sociali, è sempre più vicina ad un accordo col Pd per entrare in coalizione.  Qualora Polis non dovesse raggiungere un accordo sarebbe anche pronta andare da sola con un proprio candidato a sindaco che potrebbe essere l’ex assessore dei Ds negli anni ’90 Teresa Vitale, presidente dell’associazione Spazio Aspasia. Resta da capire cosa faranno invece i Socialisti di Rosario Ragosta e Francesco Mallardo, i quali al momento non hanno chiuso né col centrosinistra né col centrodestra.

Non farà parte dell’alleanza di centrosinistra, invece, Potere al Popolo, che in questi anni è stata presente soprattutto su tematiche ambientali e quelle legate alle politiche del lavoro, come le battaglie per i disoccupati, la clausola sociale, i precari, la tutela dei diritti sociali. Non è ancora certo se Potere al Popolo sarà parteciperà o meno alla competizione elettorale, ma sicuramente continuerà ad essere presente sul territorio.

Cosa farà il M5S?

Tornando a parlare del M5S, la grande novità è la pace sancita tra i due consiglieri comunali Salvatore Pezzella e Nicola Palma. Dopo mesi e mesi di polemiche, durante i quali non si sono risparmiati stoccate reciproche tra interviste, interventi in assise e post sui social, i due consiglieri hanno riallacciato i rapporti e trovato un accordo in vista delle Amministrative. Sia Pezzella che Palma sono ufficialmente favorevoli ad un accordo col Pd.  Faranno presente questa linea ai due ‘facilitatori’ Salvatore Micillo e Valeria Ciarambino i quali avranno il compito di dare il via libera o meno all’alleanza M5S-Pd. Nei prossimi giorni ci potrebbero essere novità in tal senso. Ma c’è una parte di grillini locali che chiede però di non stringere accordi col Pd ma di andare da soli o al massimo in alleanza solo con liste civiche. A dimostrazione c’è l’intervento di pochi giorni fa di Salvatore D’Agostino, molto vicino alla senatrice Mariolina Castellone, durante l’assemblea  in cui si è discusso del possibile accordo M5S-De Luca alle regionali. D’Agostino ha mostrato la netta contrarietà anche per quanto riguarda una possibile alleanza con Pd giuglianese, definito letteralmente “il più corrotto”. Parole che non possono certo fare il paio con una possibile alleanza a livello locale. Vedremo cosa succederà.

I movimenti nel centrodestra

Dopo mesi di fibrillazioni interne sembra essere stata raggiunta una prima quadra nella coalizione di centrodestra. Nell’ultima riunione tenutasi lunedì scorso è stato firmato un patto tra Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc e Lega (rappresentata dal coordinatore provinciale Vincenzo Catapano) che li vedrà impegnati nella stessa coalizione alle prossime amministrative a Giugliano insieme alle civiche CambiaMenti (Anna Russo), le liste di Guarino ed altre che si aggiungeranno. Sulla scelta del candidato a sindaco tutto dipende anche dagli incastri con altri tavoli, la partita su Giugliano si gioca contemporaneamente anche con i coordinamenti provinciali dei partiti del centrodestra. Se Giugliano dovesse toccare a Forza Italia il nome in pole position è quello del consigliere di Forza Italia Alfonso Sequino, ma non è l’unico. Per Forza Italia si è parlato anche di politici più esperti come il medico Geppino De Carlo, l’attuale coordinatore Francesco Carleo o altri nomi della società civile mentre per Fratelli d’Italia è uscito il nome dell’ex consigliere comunale l’avvocato penalista Pietro Ciccarelli. Pare rientrato, invece, il ‘caso Francesco Aprovitola’, il quale dopo alcuni post pubblici in cui ha risposto polemicamente ad illazioni sul suo conto e la mancata sfiducia a Poziello, aveva anche paventato l’abbandono di Forza Italia, flirtando anche con Italia Viva, salvo poi ritornare all’ovile e ricomporre la frattura.

Gran fermento in fascia costiera

C’è un gran fermento politico anche nelle frazioni di Licola, Lago Patria e Varcaturo dove si annuncia la nascita di tante liste civiche. Già due ufficiali: Liternum di Marco Fabricino e un’altra lista a cura dell’attivista di Licola Umberto Mercurio. Anche l’ex consigliere comunale grillino Vincenzo Risso è sempre attivo sul territorio ma per ora non ha annunciato la sua posizione in vista delle elezioni.