Parte l’esercitazione di evacuazione dei Campi Flegrei, 500 mila persone nella zona rossa

Dal 13 ottobre la “Settimana nazionale della Protezione civile”: eventi, iniziative e manifestazioni in tutta Italia. A Napoli ed in Campania la prima Esercitazione per il Piano di evacuazione dei Campi Flegrei

Saranno numerose le iniziative che a livello nazionale e locale caratterizzeranno i 7 giorni in cui i cittadini potranno entrare a contatto con le donne e gli uomini del Servizio nazionale della protezione civile, un sistema integrato quasi unico al mondo che opera 24 ore al giorno per la prevenzione e la protezione dai rischi.

L’evento più importante della settimana sarà l’Esercitazione Campi Flegrei 2019.
Proprio nel territorio dei Campi Flegrei, infatti, il Capo del Dipartimento Angelo Borrelli dichiarerà chiusa la settimana della protezione civile al termine della grande esercitazione “EXE Flegrei” che testerà, dal 16 al 20 ottobre, la capacità del sistema di protezione civile di evacuare la popolazione in caso di dichiarazione di fase di allarme per l’eruzione del vulcano dei Campi Flegrei caratterizzato da numerose caldere sottostanti il territorio di Pozzuoli, Napoli e diversi altri comuni della zona.

Un’esercitazione di carattere nazionale che vedrà la partecipazione delle regioni gemellate con la “zona rossa” nell’ambito del Piano di protezione civile nazionale.
La Settimana della Protezione civile è nata da una specifica decisione governativa, la Direttiva firmata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte il 1° aprile scorso.
Con questa Direttiva viene infatti istituita una serie di iniziative da svolgersi su tutto il territorio italiano volte alla “diffusione della conoscenza e della cultura di protezione civile, allo scopo di promuovere comportamenti consapevoli e misure di autoprotezione da parte dei cittadini, nonche’ a favorire l’informazione alle popolazioni sugli scenari di rischio e le nuove norme di
comportamento.

La scelta di tenere la Settimana di Protezione civile dal 13 al 19 ottobre sta nella contemporaneità con la Giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali, dichiarata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.

La Settimana avrà un carattere nazionale ma soprattutto territoriale. Ci saranno eventi di livello nazionale come la Conferenza nazionale delle Autorità di protezione civile individuate dal Codice della Protezione civile che si svolgerà nella sede di via Vitorchiano del Dipartimento della Protezione civile, la sede operativa al vertice del coordinamento del sistema nella gestione delle emergenze. La Conferenza sarà presieduta dal Presidente del Consiglio, massima autorità di protezione civile del Paese.

Sono poi diversi gli eventi in programma di carattere nazionale: dalle conferenze a cui
partecipano gli esponenti della comunità scientifica, alle attività di diffusione della conoscenza di protezione civile rivolte a tutti gli studenti.

Accanto a questi in centinaia di piazze italiane, in Comuni grandi e piccoli si terranno gli eventi in cui i cittadini potranno incontrare gli operatori delle componenti e delle strutture operative del sistema in coordinamento con le Regioni e le Province autonome.
Ad aprire la settimana sarà la Campagna “Io non rischio”, ormai giunta alla sua nona edizione, che vedrà la presenza dei gazebo informativi in più di 850 piazze in tutt’Italia con i volontari delle associazioni locali di protezione civile che racconteranno nel dettaglio i rischi terremoto, alluvione,maremoto e da quest’anno il rischio vulcanico dei Campi Flegrei.

I Campi Flegrei sono un vulcano attivo

In Campania ci sono 3 vulcani attivi: Campi Flegrei, Vesuvio e Ischia.
I Campi Flegrei sono una vasta area vulcanica con una struttura particolare: non un vulcano a forma di cono troncato ma una “caldera”, cioè un’area ribassata di forma quasi circolare, che si è formata a seguito di grandi eruzioni esplosive. La caldera dei Campi Flegrei si estende da Monte di Procida a Posillipo, compresa una parte sottomarina.
L’ultima eruzione si è verificata nel 1538 e, nel giro di pochi giorni, ha dato origine al cono di Monte Nuovo.

Da allora il vulcano è quiescente, cioè “dormiente”, ma mostra segnali di attività: sismicità,
fumarole e deformazioni del suolo. In particolare i Campi Flegrei sono caratterizzati dal fenomeno del bradisismo, cioè un lento sollevamento e abbassamento del suolo. Le ultime crisi bradisismiche si sono avute nel 1969-1972 e nel 1982-1984 con un notevole sollevamento del suolo e centinaia di terremoti che hanno portato all’allontanamento della popolazione del Rione Terra di Pozzuoli.

Dal 2012 a oggi, le variazioni di alcuni parametri monitorati nell’area della caldera hanno reso necessario innalzare l’allerta al livello giallo e attivare la fase operativa di attenzione. Nell’area della caldera dei Campi Flegrei vivono circa 500 mila persone.

Attività di monitoraggio e Livelli di allerta

I livelli di allerta per i Campi Flegrei descrivono lo stato di attività del vulcano e scandiscono il tempo che precede una possibile ripresa dell’attività eruttiva. Sono quattro: un livello verde, un livello giallo, un livello arancione e un livello rosso. Il passaggio da un livello di allerta al successivo è stabilito sulla base delle variazioni dei parametri monitorati e di fenomeni in corso.

I Centri di competenza preposti al monitoraggio dell’attività vulcanica sui Campi Flegrei sono l’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e l’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente (Irea) del Cnr. Inoltre, PLINIVS – Centro Studi per l’ingegneria idrogeologica, vulcanica e sismica dell’Università di Napoli Federico II – svolge attività di ricerca sulla vulnerabilità degli elementi esposti ai fenomeni vulcanici.

Ogni mese il Dipartimento della Protezione Civile organizza una videoconferenza con i Centri di Competenza preposti al monitoraggio e la Regione Campania per analizzare le fenomenologie in atto e valutare la pericolosità vulcanica. Semestralmente il Dipartimento della Protezione Civile, sentito il parere della Commissione Grandi Rischi – Settore Rischio Vulcanico, dichiara i livelli di allerta e le fasi operative (attenzione, preallarme e allarme) in stretto raccordo con la struttura di protezione civile della Regione Campania.

Attualmente il livello di allerta per i Campi Flegrei è giallo. A differenza del livello di allerta
“verde”, che corrisponde all’attività ordinaria del vulcano, questo livello è infatti determinato dalla variazione di alcuni dei parametri monitorati.
Cosa può succedere in caso di eruzione

Data la complessità del sistema vulcanico flegreo, caratterizzato dalla compresenza di numerosi crateri, e l’assenza di eruzioni recenti, non è possibile prevedere con certezza quando, come e dove avverrà la prossima eruzione. Inoltre non è possibile escludere che la ripresa dell’attività eruttiva avvenga da più bocche contemporaneamente, né prevedere la durata dell’attività.

Da uno studio probabilistico effettuato – che ha considerato gli ultimi 5 mila anni di attività dei Campi Flegrei – è emerso che, in caso di riattivazione del vulcano, si avrebbe circa il 95% di probabilità che si verifichi un’eruzione minore o uguale a quella di taglia media. Pertanto l’aggiornamento della pianificazione nazionale di protezione civile si basa su questa tipo di
eruzione che prevede i seguenti fenomeni:
– formazione di una colonna eruttiva composta da gas e brandelli di lava incandescenti, alta
fino a decine di chilometri;
– caduta di materiale vulcanico sia di grosse dimensioni nell’area più vicina alla bocca
eruttiva, sia di ceneri e lapilli anche a diverse decine di chilometri di distanza, lungo la
direzione del vento;
– scorrimento di flussi piroclastici (valanghe di gas, cenere e frammenti vulcanici) formati dal collasso della colonna eruttiva. Questi flussi hanno velocità e temperature elevate e
possono scorrere per alcuni chilometri.

Ai Campi Flegrei possono verificarsi particolari fenomeni esplosivi legati al coinvolgimento di acqua esterna, noti come esplosioni freatiche, in aree con intensa attività idrotermale (area Solfatara/Pisciarelli), o dove esistono attualmente significative disponibilità di acqua superficiale, quali ambienti lacustri (Agnano), laghi craterici (Averno) e mare (Golfo di Pozzuoli)

La zona rossa

La “zona rossa” è l’area per cui l’evacuazione preventiva è l’unica misura di salvaguardia della popolazione. È infatti l’area esposta al pericolo di invasione di flussi piroclastici che, per le loro elevate temperature e velocità, rappresentano il fenomeno più pericoloso per le persone.

L’area, in cui abitano circa 500mila persone, comprende:
– il comune di Pozzuoli;
– il comune di Bacoli;
– il comune di Monte di Procida;
– il comune di Quarto;
– parte del comune di Giugliano in Campania;
– parte del comune di Marano di Napoli;
– alcune municipalità di Napoli: le municipalità 9 (Soccavo e Pianura); 10 (Bagnoli e
Fuorigrotta) e alcune porzioni delle municipalità 1 (San Ferdinando, Posillipo e Chiaia) 5
(Arenella e Vomero) e 8 (Chiaiano).

La zona rossa, identificata con delibera Regione Campania, è stata ufficializzata nelle “Disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico dei Campi Flegrei”, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 193 del 19 agosto 2016.

La zona gialla

La “zona gialla” è l’area, esterna alla zona rossa, che in caso di eruzione è esposta alla significativa ricaduta di ceneri vulcaniche. Infatti, l’evento di riferimento per l’aggiornamento della pianificazione, cioè un’eruzione di taglia media, prevede la formazione di una colonna eruttiva alta fino a decine di chilometri. Raggiunta questa altezza, la colonna è normalmente piegata dal vento e il materiale solido ricade al suolo, nell’area sottovento, dando luogo a una continua pioggia di cenere e lapilli.

In poche ore, in funzione dell’altezza della colonna, della direzione e della velocità
del vento presente al momento dell’eruzione, la continua emissione di questo materiale può
portare ad accumuli considerevoli di ceneri vulcaniche fino a notevole distanza dal vulcano.

Spessori minori ma comunque importanti ai fini della pianificazione possono interessare un’area anche più vasta, esterna alla zona gialla. La presenza di significative quantità di ceneri al suolo e il verificarsi di abbondanti piogge generate dal vapore acqueo sprigionato durante l’eruzione espone, inoltre, l’area a problemi di ordine idraulico e idrogeologico (ad es. alluvionamenti e colate di fango).

Fanno parte della zona gialla:
– il Comune di Villaricca;
– il Comune di Calvizzano;
– il Comune di Marano di Napoli;
– il Comune di Mugnano di Napoli;
– il Comune di Melito di Napoli;
– il Comune di Casavatore;
– 24 quartieri del Comune di Napoli: Arenella, Avvocata, Barra, Chiaia, Chiaiano, Mercato,
Miano, Montecalvario, Pendino, Piscinola, Poggioreale, Porto, San Carlo all’Arena, San
Ferdinando, San Giovanni a Teduccio, San Giuseppe, San Lorenzo, San Pietro a Patierno,
Scampia, Secondigliano, Stella, Vicaria, Vomero e Zona Industriale.

Per questi comuni potrebbero essere necessari allontanamenti temporanei della popolazione che risiede in edifici resi vulnerabili o difficilmente accessibili dall’accumulo di ceneri.

Gemellaggi e Piano di allontanamento

Già nella fase di “preallarme”, le persone che vogliono allontanarsi possono farlo, ma solo
autonomamente.Alla dichiarazione di “allarme” invece tutta la popolazione deve abbandonare la zona rossa in modo autonomo o assistito. Per chi sceglie di essere assistito è stato definito uno schema di gemellaggio che prevede il trasferimento della popolazione dei Comuni in zona rossa nelle Regioni e Province autonome italiane. Il Piano di allontanamento è stato elaborato ipotizzando, in via cautelativa, che nessuno scelga di allontanarsi in fase di preallarme e che tutta la popolazione della zona rossa si debba allontanare con la dichiarazione della fase di allarme.

L’allontanamento della popolazione avverrà secondo le seguenti modalità:
• dalla dichiarazione dell’allarme tempo complessivo per l’operazione 72 ore (3 giorni)
– 12 ore per permettere alle persone fuori casa di rientrare e prepararsi
all’allontanamento e per predisporre le necessarie misure di regolazione del traffico;
– 48 ore per l’allontanamento della popolazione con partenza contemporanea ma
cadenzata dai Comuni della zona rossa secondo il cronoprogramma dei piani comunali;
– ultime 12 ore come margine di sicurezza per la gestione delle criticità e per consentire
l’allontanamento degli operatori del sistema di protezione civile.
Lo spostamento assistito delle persone dalle “Aree di attesa”, definite nel Piano di protezione civile di ogni Comune, alle “Aree di incontro” avverrà con pullman della Regione Campania.

Il successivo trasferimento verso i “Punti di prima accoglienza” nelle Regioni e Province gemellate è previsto pullman, treni o navi a seconda delle destinazioni. Si potrà scegliere anche in fase di allarme di spostarsi autonomamente seguendo percorsi stradali di uscita dalla zona rossa stabiliti nel Piano.

Chi sceglie la sistemazione fornita dallo Sato dovrà proseguire verso i “Punti di prima
accoglienza” nelle Regioni e Province autonome gemellate; Il traffico di allontanamento autonomo sarà gestito attraverso cancelli che garantiranno il corretto cadenzamento del flusso veicolare.

Regioni e Province autonome gemellate dovranno redigere Piani per il trasferimento della
popolazione allontanata dalla zona rossa e per l’accoglienza sul proprio territorio
Comune Area d’incontro Modalità Regione gemellata
Pozzuoli Napoli, Piazza Garibaldi Treno Lombardia
Bacoli Giugliano, Istituto “Don Diana” Autobus Umbria – Marche
Monte di Procida Giugliano, Istituto “Don Diana” Autobus Abruzzo – Molise
Quarto Aversa, Piazza Mazzini Treno Toscana
Napoli – municipalità 1 – San Ferdinando (pro parte), Chiaia
Napoli, Porto Nave Sicilia Napoli – municipalità 1 – Posillipo Napoli, Porto Nave Sardegna
Napoli – municipalità 5 – Arenella (pro parte)
Villa Literno, Piazza De Gasperi Treno Veneto Napoli – municipalità 5 – Vomero (pro parte)
Afragola, Via Arena Treno Piemonte – Valle d’Aosta* Napoli – municipalità 8 – Chiaiano (pro parte) Villa Literno, Piazza De Gasperi Treno Friuli Venezia Giulia
Napoli – municipalità 9 – Soccavo Napoli, Piazza Garibaldi Treno Emilia Romagna
Napoli – municipalità 9 – Pianura Napoli, Piazza Garibaldi Autobus Puglia
Napoli – municipalità 10 – Bagnoli Napoli, Piazza Garibaldi Treno Basilicata – Calabria
Napoli – municipalità 10 – Fuorigrotta Afragola, Via Arena Autobus Lazio
Marano di Napoli (pro parte) Afragola, Via Arena Treno Liguria*
Giugliano in Campania (pro parte) Villa Literno, Piazza De Gasperi Treno Trentino Alto Adige
Montecalvario Napoli, Porto Nave Sicilia

* Treno fino a Torino, poi autobus
Per rendere operativi questi gemellaggi, le Regioni e le Province autonome sottoscrivono specifici protocolli d’intesa con la Regione Campania e i comuni in zona rossa, in accordo con il Dipartimento della Protezione Civile.
Parte riservata al Comune La zona rossa interessa la zona ovest del Comune di Napoli complessivamente per un’area di circa 45 Km2
.
Nell’ambito di tale zona ricadono le strade indicate nella tabella delle toponomastiche di cui all’allegato 1. (All.1 – Assi stradali della viabilità comunale comprese nel perimetro della zona rossa flegrea).

La popolazione totale residente nell’area, che sarà soggetta alla misura cautelativa dell’evacuazione preventiva in caso dell’approssimarsi di un probabile evento vulcanico, è pari a 302.253 secondo i dati ISTAT censimento 2011, così suddivisi per quartiere:
Ogni quartiere o associazioni di quartieri di Napoli compreso nella zona rossa, è gemellato con una Regione diversa, così come riportato nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del giugno 2016.

I criteri adottati nella pianificazione per l’esodo, discendono dalle vigenti “Disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio”, pubblicate con la direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 14/02/2014 e validate, fatti salvi i dovuti adattamenti relativi al territorio, anche per la pianificazione di emergenza della “zona rossa flegrea”.

Al fine di definire le modalità di evacuazione della zona rossa e procedere alla quantificazione delle relative esigenze in termini di mezzi e uomini, sono stati adottati in accordo con quanto stabilito a livello nazionale e
regionale i seguenti dati di input:
1. Quartieri ricadenti in zona rossa (11) e relative Regioni gemellate (11);
2. Totale delle persone residenti nella zona rossa, pari a quelle del dato ufficiale censimento ISTAT 2011 (302.253 per.);
3. Totale delle persone residenti da evacuare con modalità di mobilità assistita pari al 50% della popolazione totale (151.127 per.); tale dato si ricava dalle indicazioni per la pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico precedentemente richiamate.
4. Aree di attesa di interscambio autobus comunali/pullman regionali (17 aree);
5. Scaglionamento orario partenze assistite, effettuato sulla base di 48 h (stima oraria a vantaggio di sicurezza per garantire la completa evacuazione dell’area) sulla complessiva area rossa (3.148 per./h);6. Affluenza media oraria per ogni area di attesa (circa 185 per./h);
7. Sistema di trasporto pubblico su gomma (ANM), secondo un piano di percorsi definiti già in vigore e potenziando le linee con un numero maggiore di veicoli nella fascia oraria di 48h
dedicata all’evacuazione dell’intera zona rossa;

Sulla base dei suddetti dati di input, si è proceduto a pianificare l’evacuazione dei residenti non automuniti per ogni quartiere. Tale evacuazione avverrà simultaneamente per ogni quartiere, attivando tutte le 17 aree di attesa contemporaneamente, con tempi e modalità di allontanamento della popolazione specificati in dettaglio nei relativi allegati alla presente relazione.

Aree di attesa

Sono state individuate n° 17 aree di attesa per la popolazione idonee alle specifiche esigenze della pianificazione di esodo per il rischio Campi Flegrei. Le 17 aree individuate rappresentano il punto di arrivo degli autobus comunali (percorso urbano interno alla zona rossa) e di partenza dei pullman regionali verso le aree di incontro (fuori dalla zona rossa), punti di partenza per le regioni gemellate.

Le 17 aree di attesa comunali verranno utilizzate simultaneamente nell’arco delle 48 ore disponibili per l’evacuazione in tutti i quartieri della zona rossa. Ogni area svolgerà quindi la propria funzione principale di accoglienza, riconoscimento e successivo allontanamento dei residenti non automuniti.

Raggiungimento aree di attesa
L’evacuazione dei quartieri in zona rossa è stata organizzata secondo una sequenza che tiene conto per ogni quartiere della densità abitativa delle particelle censuarie e della vicinanza all’area di attesa di riferimento, procedendo in maniera progressiva liberando prioritariamente le zone più vicine alle aree di attesa e successivamente quelle più lontane, per facilitare il deflusso viabilistico, sia del trasporto privato che di
quello pubblico.

Il raggiungimento delle aree di attesa da parte della frazione di popolazione residente nella ZRCF avverrà in modo tale da garantire il rispetto di valori di affluenza necessari ad assicurare una adeguata regolarità dei flussi, durante le 48 ore di esodo sulla rete infrastrutturale multimodale impiegata, come stabilito a livello di
intese tra Regione Campania e Dipartimento di Protezione Civile, al fine di evitare fenomeni congestione nelle diverse attività di esodo.

Fermo restando la possibilità per i residenti più prossimi alle aree di attesa di raggiungerle direttamente a piedi, per tutti gli altri saranno messe a disposizione dal Comune in collaborazione con l’Azienda Napoletana Mobilità apposite linee navetta con partenze da fermate specifiche ad orari prefissati e con indicazione dell’area di destinazione, in modo tale da permettere l’attuazione del programma di scaglionamento richiesto. Le fermate e gli autobus recheranno indicazioni circa l’area di attesa di conferimento
individuata per la zona.

Exe Flegrei 2019 – Obiettivi del Comune di Napoli
L’esercitazione è un fondamentale test dell’attivazione e funzionamento del centro operativo comunale, elemento fondamentale per la gestione ed il superamento delle emergenze a livello locale. Si testerà quanto già ipotizzato nel documento tecnico del piano di esodo comunale, presentato alla Regione Campania a febbraio 2017 ed in particolare il tempo impiegato a percorrere le strade del piano di evacuazione comunale e il tempo necessario ad identificare (con lettura di codice a barre) i cittadini che giungeranno alle aree di attesa per ogni ora di esodo.

ESERCITAZIONE EXE FLEGREI 2019
FASE DI PREALLARME – dalle ore 11 di giovedì 17 ottobre:
– Attivazione CON ORDINANZA SINADACALE del COC (Centro Operativo Comunale) ubicato in Via Cupa Principe, 48 – Napoli, sede del Turno di Guardia H24 del Servizio Protezione Civile. Il COC sarà attivo a partire dalle ore 11.

– Attività di predisposizione per l’allestimento COC mobile a cura di ANCI presso la su indicata sede per il progetto pilota di continuità amministrativa.

– Verifica dei collegamenti radio con la Centrale Operativa della Polizia Municipale, la Regione Campania e la rete di comunicazione radio del Volontariato.

– Test dei percorsi individuati per la modalità di trasporto autonomo e scaglionamento orario delle partenze in raccordo con i Comuni di Pozzuoli e Marano di Napoli. Saranno impiegati veicoli della Polizia Municipale e di Associazioni di Volontariato. Le strade oggetto di test saranno quelle dei percorsi condivisi con i Comuni
confinanti: Via Sartania, Via Scarfoglio, Via Di Pozzuoli e Via Camillo Guerra.
– Verifica delle criticità, anche strutturali relative ai percorsi, comunali e regionali, della pianificazione di
allontanamento.
COMPOSIZIONE COC attivo dalle ore 11 del 17 ottobre alle ore 15 del 19 ottobre.
F1 – Funzione tecnica e pianificazione – Servizio Protezione Civile;
F2 – Funzione sanità, assistenza sociale e veterinaria – Servizio Tutela Animali e Area Welfare (…);
F3 – Funzione volontariato – Servizio Protezione Civile;
F4 – Funzione materiali e mezzi – Servizio Attività Tecniche di Supporto;
F5 – Funzione servizi essenziali – Aziende erogatrici di pubblici servizi;
F6 – Funzione censimento danni a persone e cose – Servizio Protezione Civile/Anci;
F7 – Funzione strutture operative locali e viabilità – Servizio Polizia Locale;
F8 – Funzione telecomunicazioni – Area Sistemi informativi e Agenda digitale;
F9 – Funzione assistenza alla popolazione – Servizio Protezione Civile/Anci;
F10 – Funzione mass media ed informazione – Servizio Ufficio Stampa – Servizio Comunicazione e Portale
Web;
F12 – Funzione risorse umane e gestione dati – Servizio Servizi Demografici e Statistici – Anagrafe della
Popolazione/Anci;

FASE DI ALLARME – dalle ore 8 ALLE ORE 14 di SABATO 19 ottobre:
Attivazione di 2 (delle 17 approvate in CC) aree di attesa del piano comunale (test esodo dalle 9 alle 12)
Area B2 – Parcheggio Ippodromo di Agnano – Via Agnano Astroni – quartiere Bagnoli – Municipalità 10
Area C2 – Parco dei Camaldoli – Via Guantai ad Orsolone – quartiere Chiaiano – Municipalità 8.

E’ previsto il trasferimento all’area di attesa di un campione di popolazione, rappresentato da studenti di 4 istituiti di istruzione superiore prospicienti le aree individuate. Il trasferimento avverrà con un servizio ANM dedicato all’exe che prevede l’impiego di 7 autobus da 80 posti per la mattina del 19/10 dalle 8 alle 14:

TEST DEL PIANO DI ESODO PER 3 ORE IN OGNI AREA (9-12)
Area di attesa Parcheggio Ippodromo di Agnano – Via Agnano Astroni
Liceo “F.S. Nitti”– 850 studenti più docenti ed accompagnatori – esodo dalle 9 alle 12.
Area di attesa Parco dei Camaldoli – Via Comunale Guantai ad Orsolone
Liceo “L.B. Alberti” – 220 studenti più docenti ed accompagnatori – esodo dalle 9 alle 10
Liceo “A. Pansini” – 170 studenti più docenti ed accompagnatori – esodo dalle 10 alle 11
Liceo “Comenio” – 190 studenti più docenti ed accompagnatori – esodo dalle 11 alle 12

ORDINI PROFESSIONALI COINVOLTI per attività di formazione nelle scuole e informazione nelle aree Ordine dei Geologi della Regione Campania – Ordine degli Psicologi della Campania – Università degli Studi di Napoli “Federico II” – Dipartimento Studi Umanistici – Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli – Area di Coordinamento di Sanità Pubblica Veterinaria e Polo Didattico Integrato dell’ASL NA1

Effettuate 10 ore di FORMAZIONE presso le scuole che hanno aderito all’esercitazione, 8 incontri della durata complessiva di 1 ora e 15 minuti con interventi curati da:
• Ordine dei Geologi della Campania – inquadramento scientifico del fenomeno vulcanico
• Comune di Napoli Servizio Protezione Civile – il piano comunale e l’esercitazione
• Ordine degli Psicologi della Campania e Dipartimento Studi Umanistici dell’Università “Federico II” –
l’attività di soccorso psicologico in emergenza
• Area di Coordinamento di Sanità Pubblica Veterinaria e Polo Didattico Integrato dell’ASL NA1 – il piano di emergenza per gli animali da compagnia 90 VOLONTARI (impiegati nelle aree e nelle scuole)

Associazioni di Volontariato di Protezione Civile Le Misericordie; Ange; Anpanaoepa; A.V.C.; Conita; Endas; Nogra; Base Condor; Falchi del Sud; Stella Polare

ATTIVITA’ PREVISTE NELL’AREA
Saranno presenti queste postazioni informative:
– gazebo campagna “Io non rischio Campi Flegrei” a cura del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile
– gazebo campagna “Diamoci una scossa!” a cura dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli
– gazebo dell’Ordine dei Geologi della Regione Campania per divulgazione scientifica sui temi del rischio
vulcanico e fenomeni associati
– gazebo dell’Ordine degli Psicologi della Campania e dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e
Dipartimento Studi Umanistici per divulgazione sui temi del soccorso psicologico in emergenza
– postazione mobile dell’Area di Coordinamento di Sanità Pubblica Veterinaria e Polo Didattico Integrato
dell’ASL NA1 per divulgazione di informazioni relative, ad esempio, alla gestione degli animali da
compagnia in fase di pre-allerta.
– camper per Assistenza Sanitaria dell’Associazione di Protezione Civile “Le Misericordie”

OBIETTIVI DELL’ESERCITAZIONE PER IL COMUNE DI NAPOLI
1. Test dell’ATTIVAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL CENTRO OPERATIVO COMUNALE
2. TEMPO IMPIEGATO A PERCORRERE LE STRADE DEL PIANO DI EVACUAZIONE COMUNALE PER OGNI
ORA DI ESODO (PERCORSI GIA’ INDIVIDUATI NEL DOCUMENTO TECNICO DEL PIANO DI ESODO –
febbraio 2017)
3. TEMPO NECESSARIO AD IDENTIFICARE, CON LETTURA OTTICA DI CODICE A BARRE, I CITTADINI
CHE ARRIVANO OGNI ORA ALLE AREE DI ATTESA.
N.B.: Sull’autobus ogni studente e docente accompagnatore riceverà un tesserino riportante un codice a barre che servirà sia per l’identificazione e l’accesso all’area di attesa che per tornare a scuola con lo stesso autobus.

Se quanto testato si rivelerà congruo con quanto già presente nel documento tecnico del piano di esodo comunale, si potrà procedere alla presentazione del Piano Comunale di emergenza per il rischio vulcanico Campi Flegrei implementando la pianificazione Comunale Generale di Protezione Civile.

Elenco di link utili
• Dipartimento della protezione civile – www.protezionecivile.gov.it

• Sezione Campi Flegrei sul sito del Dipartimento

• Aggiornamento del Piano nazionale di emergenza per i Campi Flegrei sul sito del Dipartimento

• Stato di attività dei Campi Flegrei sul sito del Dipartimento

• Regione Campania – http://www.regione.campania.it/

• Protezione civile Regione Campania – Sezione Rischio vulcanico

• Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia –
http://www.ov.ingv.it/ov/

• Sezione Campi Flegrei sul sito dell’OV

• Agenzia Campana Mobilità Infrastrutture e Reti – http://acamir.regione.campania.it/