[nextpage title=”La faida familiare”]Neanche il tempo di festeggiare la condanna al ribasso rimediata due giorni fa che per gli Attardo arriva un’altra notizia: il gip infatti, accogliendo l’istanza degli avvocati Leopoldo Perone e Antonio Rizzo, ha revocato la misura cautelare per Michele, Pasquale e Salvatore Attardo (quest’ultimo resta detenuto per altro mentre i primi due erano ai domiciliari). Un altro successo dopo la condanna al ribasso rimediata qualche ora prima quando i tre (insieme a Michele Maietta), nonostante un’iniziale richiesta di 12 anni, sono stati condannati a due anni e otto mesi con esclusione dell’aggravante e con l’accusa di tentato omicidio caduta.
[nextpage title=”Il possesso della pistola”]I quattro sono stati assolti anche dalla accusa del possesso di una pistola grazie alle perizie video presentate dalla difesa che ha dimostrato che quella che l’accusa indicava come una pistola in realtà era un cellulare. Tutto merito dunque delle argomentazioni seguite dai loro legali, per gli Attardo gli avvocati Leopoldo Perone e Antonio Rizzo mentre per Maietta l’avvocato Michele Caiafa che sono riusciti a ridimensionare le accuse per i loro assistiti.
I quattro furono fermati per una rissa avvenuta nella centralissima Piazza Poderico all’Arenaccia. Nel provvedimento firmato dai pubblici ministeri Alessandra Converso e Daniela Varone i quattro erano indagati per tentato omicidio e di detenzione e porto di armi comuni da sparo, delitti aggravanti dal metodo mafioso.
[nextpage title=”La violenta lite”]I fatti risalgono al 29 settembre 2022. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quel giorno Salvatore Attardo, insieme ai tre, armato di pistola e coltello, avrebbe approfittato di una rissa che aveva coinvolto diverse persone per tentare un duplice omicidio. Rissa che vedeva coinvolte alcune persone facenti parte della loro stessa famiglia tra cui i figli di Gaetano Attardo, fratello di Salvatore ed esponente di primo piano del clan Contini e dell’Alleanza di Secondigliano.
[nextpage title=”Lo scontro interno alla famiglia Attardo”]
Secondo la ricostruzione degli inquirenti Michele e Pasquale Attardo insieme al padre sarebbero stati allertati da Maietta che li aveva avvisati che quella sera era in corso una rissa a piazza Poderico. Il commando, armato di pistola e coltelli, avrebbe alla fine mandato due persone in ospedale. Come si evince da una serie di intercettazioni presenti nel decreto da tempo era in corso una faida familiare che vedeva contrapposti i nuclei di Salvatore e di Gaetano (non indagato nel provvedimento), tensioni rivelate agli inquirenti da una conversazione captata nei giorni successivi al raid tra una delle vittime e suo cognato in cui si fa riferimento ad un episodio analogo avvenuto mesi prima: “Quella sera stava non lo so ora chi di tutti e due E dicesti Qua a questo e cosa gli devo combinare lo stesso pensiero che ti facevi tu se lo facevano anche loro”.
Rilevante sul punto risulta essere anche un’altra conversazione nel corso della quale una delle vittime dice ad un’altra persona non identificata che non immaginava la cattiveria di Salvatore Attardo e che potesse arrivare a tanto. L’altra persona gli dice chiaramente: “Quella l’ha sempre avuta. Ma uno che si ruba
i soldi del fratello, ruba i soldi del padre qualcosa deve avere che non va o no?”.