Lo hanno guardato negli occhi e ucciso, Nando ammazzato con due colpi di pistola al petto e addome

Un uomo di 29 anni, Ferdinando Longobardi, è stato ucciso a colpi di pistola nella tarda serata di ieri a Mondragone, comune del litorale casertano. Il 29enne era da poco uscito di carcere. La prima ipotesi è che il delitto sia riconducibile ad un regolamento di conti avvenuto per il controllo dello spaccio di droga a Mondragone. L’omicidio è avvenuto fuori all’abitazione di Longobardi; questi sarebbe stato probabilmente attirato in una trappola dal killer, che gli ha chiesto di scendere, perché si conoscevano; il 29enne avrebbe anche cercato di difendersi con un coltello. Una volta sotto casa, quando era allo scoperto, i sicari sono entrati in azione. La vittima ha compreso ciò che stava accadendo, ha provato a riguadagnare il portone del palazzo, a mettersi al riparo, ma era già tardi. Uno dei killer ha fatto fuoco da una distanza ravvicinata. Ha sparato almeno tre volte.

Ferdinando Longobardi era in pantofole quando il suo assassino ha aperto il fuoco. Così lo hanno trovato, ormai esanime sull’asfalto, i carabinieri quando sono arrivati sul posto, poco prima delle dieci di sera. Longobardi era stato liberato dopo 12 anni di carcere. Lo zio – Francesco Taglialatela –  era stato coinvolto in una operazione di polizia che aveva portato alla decapitazione di un clan vicino al boss Augusto La Torre. Si pensa che l’omicidio di Longobardi sia un delitto da inquadrare nella faida fra gruppi dei cosiddetti “cani sciolti” che si contendono le piazze di spaccio di droga a Mondragone. Dopo il declino del clan La Torre e i pentimenti del gruppo Pagliuca, Mondragone è diventata una città di “conquista” per piccoli ed emergenti clan.

Ad agire probabilmente due killer. Resta da capire se chi ha citofonato è la stessa persona fuggita col killer, come appare più probabile, o un terzo utilizzato come esca. Due colpi hanno raggiunto il giovane all’addome e al petto, uccidendolo in pratica all’istante.