HomeCronacaIl Cardinale Battaglia ai funerali di Fabio Ascione: "Una morte assurda"

Il Cardinale Battaglia ai funerali di Fabio Ascione: “Una morte assurda”

PUBBLICITÀ

Questa mattina si sono tenuti i funerali di Fabio Ascione nella chiesa di San Pietro e Paolo di Ponticelli. Inizialmente le esequie pubbliche erano state vietate per questioni di ordine pubblico poi dalle indagini è emerso un profilo di un ragazzo estraneo a dinamiche camorristiche.

Chiesa gremita da centinaia di persone. Presenti anche il deputato Francesco Emilio Borrelli e il Cardinale di Napoli, Mimmo Battaglia. Lacrime della madre in prima fila sulla bara di Fabio che è stata coperta da maglie e fiori. A celebrare messa è stato Don Battaglia, che ha abbracciato la madre di Fabio. Amici e familiari indossano una maglia con il volto del giovane.

PUBBLICITÀ

L’omelia del Cardinale Battaglia ai funerali di Fabio Ascione

“Un figlio di questa terra. Un giovane. Un figlio. E quando muore un giovane, quando muore in questo modo così assurdo non muore solo lui. Muore un pezzo di futuro. Muore qualcosa dentro tutti noi. Napoli deve avere il coraggio di guardarsi allo specchio. Perché non possiamo più raccontarci che sono fatalità, che sono coincidenze, che sono storie lontane da noi. Che questa non è tutta la città, perché poi magari ci sono le vetrine, le vie del centro, gli alberghi pieni. Non è così. Napoli è anche questo. Saturno che mangia i suoi figli. È una madre che non protegge. È una comunità che spezza vite e storie. E quando una vita viene spezzata, si spezza il tessuto stesso della città: si spezzano le famiglie, si spezzano i sogni, si spezza la fiducia, si spezza il senso di appartenenza”. 

“E dobbiamo dirlo con forza: noi non siamo ancora una sola città. Siamo troppe città insieme. Ci sono figli che nascono con opportunità e figli che devono lottare per avere il minimo. Ci sono ragazzi che possono scegliere e altri che vengono spinti, quasi senza accorgersene, dentro percorsi che non sono vita. E finché accetteremo questo, finché diremo “è sempre stato così”, continueremo a celebrare funerali invece che costruire un futuro diverso possibile. Tu, Fabio, resta in mezzo a loro come memoria viva. Come una domanda che non lascia tranquilli e un richiamo a ciò che conta davvero. E mentre noi ti affidiamo al Risorto, ti chiediamo di consegnargli anche la nostra preghiera, quella per questa terra da cui non vogliamo fuggire e che vogliamo amare e servire. Assumendoci la responsabilità di cambiare ciò che può e deve essere cambiato”.

“Fabio, che il tuo nome non resti imprigionato nel dolore, ma diventi una soglia, un varco, un inizio che chiama tutti a rialzarsi. Che sia memoria che scuote, che accende, che obbliga a non voltarsi più dall’altra parte. Lo dobbiamo a te e al respiro spezzato della tua famiglia. Lo dobbiamo a questa città inquieta e viva, ai suoi figli più fragili, troppo spesso lasciati soli. Che la tua vita spezzata trovi pace e gioia senza fine nell’abbraccio del Signore! Che tu possa essere nella luce che nessuna notte può spegnere, la luce del Crocifisso Risorto! Amen”, queste le parole pronunciate nel corso dell’omelia dal Cardinale Battaglia.

Le indagini sulla morte di Fabio Ascione 

Fabio Ascione non è stato ucciso in via Carlo Miranda ma in via Rossi Doria nei pressi di un campo sportivo e a poco metri dalla sua abitazione. È’ lì che Francesco Pio Autiero, fermato insieme ad un minorenne, avrebbe trovato riparo dopo la sparatoria avvenuta poco prima con soggetti orbitanti nel clan Veneruso/Rea. Li avrebbe incontrato Fabio Ascione e un amico che tornavano da lavoro. Avrebbe mostrato loro la pistola e da lì sarebbe partito il colpo fatale che ha ucciso il 20enne che avrebbe avuto il tempo di dire “Ua mi ha colpito” prima di accasciarsi a terra.

Questo quanto riportato nel decreto di fermo eseguito ne confronti del 23enne Francesco Pio Autiero, originario del rione Pazzigno ma da tempo orbitante nella zona tanto da finire in contrasto con il gruppo originario di Volla. Alcuni testimoni hanno spiegato ai carabinieri quanto realmente accaduto raccontando che l’omicidio si è consumato in via Rossi Doria e che Ascione era del tutto estraneo a dinamiche criminali.

“Ua mi ha colpito”, le ultime parole di Fabio Ascione prima di morire

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ