Auto e ragazze, chi è Geolier: il nuovo fenomeno musicale napoletano. I CONCERTI

Le foto sono di proprietà di Luca Paparo.

Il nome di Geolier è arrivato sulla bocca di tutti con un brano diventato a dir poco virale, quel “P Secondigliano” che si inserisce nell’immaginario (reale) proliferato con il fenomeno Gomorra. Cliché e codici comunicativi che continuano a condizionare gli ascolti del pubblico campano, e che hanno attirato l’interesse di molti artisti, anche all’estero. Il pezzo in pochi giorni arrivò alla conoscenza di tutti. Era il 19 aprile quando su Youtube uscì il video. Da quel giorno quasi 8 milioni di views, numero esorbitante se rapportato al ristretto bacino di pubblico che può fruire del rap in dialetto. Impatto del tutto simile a quello avuto da Enzo Dong, con pezzi come “Secondigliano regna e “Higuain.

Chi è Geolier

Geolier nasce – non certo una novità- come fenomeno: più che con una crescita progressiva, la sua carriera è – nel vero senso della parola – esplosa con un paio di brani. In tempi in cui i fenomeni passeggeri sono all’ordine del giorno, l’artista napoletano deve trovare la strada per restare. Partendo da una buona certezza: con il rap, Geolier ci sa fare. In pochissimo tempo è arrivato un riconoscimento sempre più largo da parte degli esponenti di punta del rap partenopeo, con cui ha iniziato a condividere simpatie e esibizioni dal vivo. Poi il timbro di approvazione di Guè Pequeno: l’artista milanese ha mostrato a più riprese stima per il giovane rapper napoletano.

Il successo di Geolier

Prima l’exploit in terra partenopea, poi una diffusione più ampia su tutto lo ‘stivale’, anche se per Geolier il processo di “nazionalizzazione” del pubblico è ancora in fase embrionale. Geolier, così come Enzo Dong e Vale Lambo, il sistema lo respirano ogni giorno. Un mondo che inevitabilmente entra nelle loro canzoni: droghe, faide, spacciatori, auto, amori e morti ammazzati. Storie di strada che arrivano a centinaia di migliaia di ragazzi solo con il passaparola. Ormai i (t)rapper dominano le classifiche e fanno numeri da fare invidia alle pop star. Oggi grazie a internet basta centrare una canzone e un video per farsi conoscere in breve tempo, senza l’ausilio di un’etichetta discografica e di un ufficio stampa. E qui si coglie tutta la forza del rap che con un linguaggio semplice e diretto arriva dritto al cuore del giovanissimo popolo della rete.

Le canzoni di strada

Scampia, divenuta ormai topos del male assoluto, dà credibilità a chi dice di vivere e venire dalla strada. E a Napoli il fenomeno (t)rap, complice il dialetto, diventa ancora più interessante perché s’innesta e si (con)fonde con la musica neo melodica. Basti pensare a Liberato. L’intrecciarsi di questi due generi non è dovuto solo a un discorso musicale. Ha radici più profonde che riguardano il linguaggio e il tessuto sociale da cui proviene chi produce, esegue e consuma tale musica. Una fusione dovuta a una stratificazione culturale e sociale. Un altro esempio sono l’ex collettivo dei Co’Sang, i quali testi rappresentavano gli stili di vita del territorio partenopeo.

L’evoluzione del rap a Napoli

Una decina di anni fa chi viveva nei quartieri popolari di Napoli sognava di diventare un cantante neo melodico, oggi invece sogna di diventare un rapper e non poteva essere altrimenti. I neo melodici sono i veri rapper italiani, non scopiazzano nessuno, cantano ciò che vivono e vivono ciò che cantano, in contesti sociali difficili, proprio come i rapper americani. Generi musicali che hanno dato la possibilità a determinate fasce sociali di essere rappresentate e quindi di avere una voce, perché come diceva Chuck D dei Public Enemy il rap è la CNN dei poveri.

L’abilità di Geolier

Quando ti inserisci in un filone musicale e culturale ben preciso, come quello delle periferie napoletane, devi riuscire a trovare la tua strada e la tua identità. Intanto, Geolier continua a godere dell’hype del “nuovo che avanza”.  L’ultimo brano “Queen“, uscito lunedì 30 luglio su Youtube e prodotto da Yung Snapp, è entrato immediatamente in tendenze. Ha raccolto 200 mila views in 24h ed è destinato ad avere un percorso simile ai brani che lo hanno preceduto.

L’accessibilità del rap di Geolier

Un passo fondamentale per confermarsi sarà Spotify. Luchè in un’intervista con Fan Page ha dichiarato che il pubblico partenopeo è assai legato a Youtube e tende a non preferire le piattaforme di streaming per ascoltare musica. Tendenza confermata da qualche dato. Le Scimmie sul Youtube hanno superato frequentemente il milione di views, mentre su Spotify contano un numero abbastanza esiguo di ascoltatori mensili. Anche lo stesso Enzo Dong, il più ascoltato della new wave napoletana, non riporta su Spotify un seguito proporzionale rispetto a quello di Youtube. Per Geolier sarà quindi importante riuscire a riportare successi simili anche su Spotify. Soprattutto in ottica di un disco o di un progetto più importante. Per ora nulla di eccessivamente preoccupante, perché l’hype intorno a lui giustifica il percorso che sta seguendo. Quando i tempi saranno maturi, Geolier dovrà trovare la ricetta giusta.

I prossimi concerti di Geolier

Dopo il successo al Napoli Pizza Village il 9 Giugno, Geolier si appresta ad esibirsi per altri concerti. Al Millionaire di Palinuro il talentuoso rapper partenopeo ‘andrà in scena’ assieme all’altro cantante napoletano Nicola Siciliano, presente anche lui nel brano ‘P Secondigliano’. I due si esibiranno il 14 agosto.

Le foto sono a cura di Luca Paparo.