“Devastata per la morte di George Floyd”, la moglie del poliziotto chiede il divorzio

A destra Derek Chauvin, il poliziotto accusato di aver ucciso George Floyd. A sinistra la moglie, che ha chiesto il divorzio, Kellie Chauvin
A destra Derek Chauvin, il poliziotto accusato di aver ucciso George Floyd. A sinistra la moglie, che ha chiesto il divorzio, Kellie Chauvin

Sono devastata per la morte di George Floyd“. Dopo l’arresto e l’incriminazione per la morte dell’afroamericano, l’ex poliziotto Derek Chauvin è stato abbandonato anche dalla moglie che, tramite il suo avvocato, ha annunciato il divorzio. Kellie Chauvin, questo il nome della donna, non è riuscita a darsi una spiegazione di quanto fatto dal marito.

I suoi pensieri e la sua vicinanza sono per la sua famiglia della vittima, per i suoi cari e per tutti coloro che soffrono per questa tragediaha ribadito l’avvocato, che ha poi sottolineato come “sebbene la signora Chauvin non abbia figli dal suo attuale matrimonio, chiede sicurezza e privacy per i suoi figli, i genitori e tutta la sua famiglia in questo momento difficile“.

Oggi Kellie Chauvin chiede il divorzio, ma così parlava del marito Derek nel 2018

Mio marito ha modi ruvidi, ma sotto l’uniforme è un tenerone“. Diceva così Kellie Chauvin, reginetta di bellezza del Minnesota, in un’intervista del 2018. Allora era sposata da otto anni al suo secondo marito, Derek Chauvin, il poliziotto che a Minneapolis, il 26 maggio scorso, ha ucciso George Floyd. L’ex agente è stato licenziato ed è in carcere da venerdì, dove è in attesa del processo che potrebbe condannarlo fino a 35 anni di reclusione, pena massima prevista dal reato di cui è accusato.

“Giustizia per George Floyd”, proteste in tutta l’America

Centinaia di persone hanno manifestato la loro indignazione per le strade di Minneapolis dopo la morte di George Floyd. Bloccato da un agente di polizia che lo ha soffocato tenendolo a terra e premendogli il collo con un ginocchio. La scena è stata filmata da un passante e ha riacceso le proteste contro la violenza della polizia americana nei confronti delle minoranze. La scorsa notte sono stati effettuati lanci di sassi e di bottiglie contro la polizia e alcuni negozi sono stati saccheggiati. Centinaia di persone hanno manifestato davanti al commissariato di polizia a cui appartenevano i quattro poliziotti, licenziati e accusati di aver ucciso l’afroamericano di 46 anni. La protesta si è estesa nella serata di ieri anche a Los Angeles e Memphis.

La mobilitazione per George Floyd

Altre centinaia di persone si sono ritrovate davanti all’abitazione del poliziotto, abbandonato anche dalla moglie che ha chiesto il divorzio. La polizia si è schierata in tenuta antisommossa. Ha minacciato il lancio di gas lacrimogeni e l’uso di proiettili di gomma come la sera prima. Il capo della polizia ha lanciato un appello invitando i manifestanti a esprimere la propria rabbia e le proprie ragioni in maniera pacifica. Ma alcuni negozi sono stati saccheggiati, con diverse persone fuggite con televisori, capi di abbigliamento e generi alimentari.

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