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domenica, Novembre 27, 2022
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Gerry Scotti vuole rinunciare alla pensione da Parlamentare: “Ma lo Stato mi dice di no”


Volto emblema del piccolo schermo in Italia Gerry Scotti “combatte” da anni per la rinuncia alla sua pensione da parlamentare, operazione a quanto pare impossibile da attuare. Il conduttore televisivo ha recentemente riaperto il discorso sulla rinuncia alla pensione da parlamentare, rinuncia che cerca di attuare già da tempo ormai.

La parentesi politica di Gerry Scotti 

Padrone di casa di ‘Chi vuole essere Milionario’ e recentemente giudice a ‘Tu si que vales’ la lista dei programmi di Gerry Scotti è lunghissima. Una carriera tutta in salita, tra quiz e talent, che lo ha consolidato come uno tra i presentatori italiani più amati dal pubblico. Durante la sua carriera televisiva però Gerry Scotti ha avuto una piccola parentesi politica. Parentesi quasi inutile, anche per lo stesso Scotti, che di quella “prova” ricorda solo la volontà di aiutare nelle politiche giovanili.

Dal 1987 al 1992 il conduttore televisivo è stato a Montecitorio con il Partito socialista. La sua presenza quinquennale è bastata per fargli sviluppare la possibilità di ricevere la pensione parlamentare. Gerry Scotti però con la politica non ha più avuto a che fare ed i suoi “stipendi” sono sempre derivati dai suoi lavori nel mondo dello spettacolo. Restano però questi mille euro di pensione ai quali Gerry Scotti già da anni dichiara di voler rinunciare. Quella che sembra una semplice manovra burocratica è risultata essere una “sfida impossibile”.

“Voglio rinunciare alla pensione” 

Mi restano i famosi mille euro di pensione a cui voglio rinunciare: l’ho già detto a tre presidente del consiglio e lo dirò anche a Giorgia Meloni. Mi suggeriscono di darli in beneficenza, c’ero arrivato anche io. Ma vorrei non essere costretto a ritirarlispiega Gerry Scotti. Sono già tre i presidenti del consiglio che hanno detto di no al rifiuto di Scotti, non sappiamo quale sarà la posizione della Meloni.

Il conduttore, visti i no ricevuti sul rifiuto, dona già da tempo questi soldi in beneficenza. In passato raccontò infatti di aver donato i soldi: “alle famiglie dei caduti nell’adempimento del proprio lavoro, tutti coloro che hanno avuto un papà, un fratello, un figlio che facendo il proprio lavoro ci ha lasciato le penne“. “Io vorrei che si desse uno strumento a tutte le persone che hanno avuto a che fare con incarichi di Stato, per la Repubblica, e che vogliano rinunciare alla propria indennità nel momento in cui spetterà loro, semplicemente attraverso una firma” ha spiegato in un intervista a Signorini.

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