HomeAttualitàGuerra in Iran, l'Italia rischia il lockdown energetico

Guerra in Iran, l’Italia rischia il lockdown energetico

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Il termine lockdown energetico comincia ad aleggiare dopo che il commissario europeo all’energia, Dan Jørgensen aveva già chiesto gli Stati membri a “prepararsi tempestivamente” a uno scenario critico. Il razionamento costituirebbe l’esito di una situazione estrema in cui governi o autorità impongono limitazioni obbligatorie ai consumi di energia (elettricità, gas, carburanti) per evitare una crisi.

In pratica potrebbe tradursi in una riduzione obbligatoria dei consumi domestici, per iniziare, poi un probabile stop o rallentamento di alcune industrie – tentando di “selezionare” quelle strategiche per la tenuta economica del paese – di certo, limitazioni su riscaldamento, illuminazione o mobilità.

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La crisi energetica legata alle tensioni in Medio Oriente sta riportando al centro del dibattito europeo una parola che sembrava archiviata dopo il 2022: austerity energetica.

Le parole del commissario europeo sulla crisi energetica

Il commissario all’energia Dan Jørgensen ha esplicitato la linea: bisogna “prepararsi tempestivamente” a uno scenario più critico: la riduzione della domanda diventa uno strumento centrale. Jørgensen ha parlato di una situazione “molto grave”, senza una fine chiara in vista. Anche in caso di una fine immediata del conflitto, ha spiegato, non si tornerebbe rapidamente alla normalità.

Le misure suggerite puntano soprattutto sui trasporti e sull’uso dei carburanti:

  • ridurre l’uso di diesel e carburanti per l’aviazione
  • incentivare smart working e lavoro da remoto
  • limitare gli spostamenti non necessari
  • favorire trasporto pubblico e car sharing
  • valutare limiti di velocità più bassi
  • scoraggiare i voli quando esistono alternative
  • Parallelamente, Bruxelles invita anche a rinviare manutenzioni non urgenti nelle raffinerie, aumentare l’uso di biocarburanti, evitare politiche che aumentino i consumi.

Dall’inizio degli attacchi contro l’Iran, i prezzi di petrolio e gas sono aumentati fino al 70%, mentre cresce il timore di una crisi globale con effetti economici paragonabili – o superiori – a quelli della pandemia o della crisi petrolifera degli anni ’70. Nonostante l’urgenza, il vertice straordinario dei ministri dell’Energia dell’Ue si è concluso senza misure concrete. La Commissione ha però promesso un nuovo pacchetto di interventi a livello europeo nelle prossime settimane. 

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